Il dolore
Ora si cercano volontari per testare i monoclonali
L’anticorpo di Toscana Life Sciences è nella fase finale della sperimentazione. La responsabile Sala: «Il farmaco è sicuro, ma è difficile arruolare i malati»
SIENA. Si chiama J-08. È il super anticorpo toscano contro il coronavirus che nasce dalle menti degli scienziati di Toscana Life Sciences (Tls), fondazione senese le cui ricerche sono coordinate dal dottor Rino Rappuoli. Un luminare nel suo campo. Colui che ha inventato il vaccino contro la meningite B. L’anticorpo monoclonale italiano «ha superato la sperimentazione di fase 1 relativa alla valutazione della sicurezza. Dunque adesso siamo alla fase 2 (che riguarda l’efficacia curativa, ndr). E mi auguro che si concluda il prima possibile, per adesso siamo in fase di reclutamento dei volontari». Il monoclonale Tls ha un vantaggio rispetto agli altri esistenti: viene iniettato per via intramuscolare anziché venosa. E questo rende la somministrazione semplice e molto più agevole. A fare il punto sulla ricerca è la dottoressa Claudia Sala, responsabile del Mad Lab di Toscana Life Sciences.
Dottoressa, il monoclonale su cui sta lavorando Toscana Life Sciences è ancora in fase di sperimentazione. Ciò significa che non ha le autorizzazioni necessarie per essere utilizzato su vasta scala. A che punto è la sperimentazione su J-08?
«Ha superato la fase 1 e siamo passati alla seconda, che abbiamo accorpato alla terza per velocizzare il tutto».
In cosa è consistita la fase 1? E che risultati ha dato?
«Il monoclonale è stato sperimentato su una trentina di persone sane e ha dato risultati incoraggianti. Perciò la prima fase della ricerca, che serve per valutare la sicurezza del prodotto e per capire quanto rimane nell’organismo, è stata considerata superata. C’è anche una pubblicazione al riguardo, un preprint in cui viene dato conto dei risultati (si dice che nessun evento avverso acuto nei 7 giorni successivi al trattamento si è verificato e che una singola dose di monoclonale è sicura e ben tollerata. Si rimanda poi alle successive fasi per valutarne dosaggio ed efficacia, ndr)» .
A che punto siete con la successiva fase della sperimentazione?
«Nella fase attuale non sono più coinvolte persone sane, ma persone maggiorenni risultate positive al virus da non più di tre giorni. L’infezione, insomma, deve essere recente. Attualmente stiamo reclutando volontari».
Quanti ne avete trovati e quanti ne servono?
«Ne abbiamo circa 300. Ne servono 800, ma per un’autorizzazione temporanea ne bastano 400».
È già da qualche tempo che cercate volontari, secondo lei perché fate fatica a trovarne a sufficienza?
«Come ho detto, non tutti possono partecipare alla sperimentazione: bisogna essere maggiorenni e positivi al virus da non più di tre giorni. Questo restringe il campo. Adesso stiamo assistendo a una recrudescenza dei contagi e potenzialmente il numero di persone che possono aderire aumenta. Preciso inoltre che la Fondazione Toscana Life Sciences non ha alcun ruolo nell’indirizzare i pazienti. Gli anticorpi sono stati prodotti da Menarini e distribuiti ai centri (di sperimentazione, ndr), che sono 11 in tutta Italia. Dopodiché i pazienti che hanno i requisiti possono presentarsi spontaneamente o, per esempio, essere indirizzati dai propri medici di famiglia. Non dipende da noi».
J-08 è un monoclonale basato sugli anticorpi di chi è guarito che potrebbe, se confermato, curare il Covid nella prima fase della sua manifestazione. Che differenza c’è rispetto agli altri monoclonali in circolazione?
«La somministrazione avviene per via intramuscolare. Negli altri casi per infusione venosa. E questo semplifica di molto la logistica».
Ha un’idea di quanto potrebbe durare ancora la sperimentazione di fase 2/3 prima di poter comunicare qualche risultato?
«Non posso dare una data, ma mi auguro che si concluda il prima possibile. Di recente ha fatto visita al laboratorio anche il presidente della repubblica Sergio Mattarella e, chiaramente, ci ha fatto molto piacere. Questo lavoro è importante, ma la nostra ricerca non si ferma solo alla scoperta di quell’anticorpo. E vorrei cogliere l’occasione per ringraziare ogni singolo componente del nostro gruppo di lavoro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

