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Valanga sull'Abetone, l'assessore: «Il rischio ora è moderato. Non era prevedibile»

Carlo Bardini
Il punto dove è avvenuta la slavina
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Il punto dove è avvenuta la slavina

A provocare la valanga uno sciatore fuori pista che ha “tagliato” la neve causandone il distacco

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Abetone. L’allarme è scattato intorno a mezzogiorno. E la notizia si è diffusa come una marea: valanga all’Abetone. Innescando un clima di preoccupazione che è andato avanti per ore prima che venisse accertato che in quella slavina di modeste dimensioni venuta giù nella Val Sestaione, in una zona priva di piste e di impianti di risalita, non era rimasto ferito nessuno. Tanto che Andrea Formento, assessore comunale al turismo, ha ricevuto telefonate da mezza Italia. E solo nel tardo pomeriggio è stata smentita ufficialmente la versione che voleva che quel distacco di neve fresca fosse stato provocato non accidentalmente da uno sciatore di passaggio, bensì volontariamente da un maestro di sci, con l’intenzione di scongiurare futuri pericoli.

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Insomma, una giornata strana quella vissuta ieri sulla montagna pistoiese. Come detto, la slavina si è verificata attorno alle 12. La zona interessata è quella della Val Sestaione, nei pressi del Lago Nero, a un’altitudine di 1600-1700 metri. Un fronte nevoso di una cinquantina di metri di lunghezza si stacca a causa del passaggio di uno sci-alpinista che taglia il versante. Qualcuno vede e dà l’allarme. Sul posto arrivano i tecnici del Soccorso alpino toscano e del Soccorso alpino della Guardia di finanza, e anche gli elicotteri Pegaso 1 e Pegaso 3 del 118, perché sembra che alcune persone siano rimaste coinvolte.

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Tutto assume un’eco sempre più vasta, tanto che la “valanga dell’Abetone” supera i confini locali. Viene attivato uno spiegamento di forze sempre più numerose, con l’invio di squadre del Soccorso alpino da altre zone della Toscana. Sul posto arrivano i vigili del fuoco del comando di Pistoia e di San Marcello Pistoiese, e anche l’elicottero Drago del nucleo Vigili del fuoco di Bologna, con a bordo personale speleo alpino fluviale, con le attrezzature per le ricerche in caso di valanghe. I tecnici del soccorso alpino e i militari della Guardia di finanza vengono trasportati con gli elicotteri sul luogo della slavina, che mostra un fronte lungo una cinquantina di metri e uno spessore di quaranta centimetri.

Cominciano i sondaggi per verificare se ci siano davvero degli sciatori sommersi dalla neve. La notizia delle persone coinvolte sfuma dopo un’ora. Tutti tirano un sospiro di sollievo. Così le squadre cominciano la bonifica, verificando che nella zona non ci siano altre parti nevose in procinto di staccarsi, lastroni che in questi giorni si stanno formando a causa del forte vento che compatta la neve sui pendii, rendendola potenzialmente pericolosa.

Ma a questo punto arriva un’altra notizia strana. Sembra che la slavina sia stata provocata volontariamente da un maestro di sci. L’informazione si diffonde, anzi corre. Il dubbio se questa circostanza sia vera si dissipa solo nel pomeriggio. «Dalle testimonianze raccolte immediatamente dopo l’evento e dalle prime verifiche del soccorso alpino e della guardia di finanza, possiamo dire che non risultano persone disperse. La valanga – spiega Andrea Formento – si è verificata lontano dalle piste da sci, ed è stata causata da uno sciatore fuori pista che ha “tagliato” la neve causandone il distacco. Il fronte non è ampio, ma si tratta di un episodio eccezionale, dato che in questo momento c’è un rischio valanghe di 2 su 5. Quindi non era assolutamente prevedibile. Ma la notizia ha avuto un respiro nazionale, mi hanno chiamato da tutt’Italia , anche alcuni parlamentari».

Non c’è stata volontarietà quindi. E a confermarlo sono gli stessi tecnici del Sast e i militari del Soccorso alpino della Guardia di finanza che si trovano sul posto. Intorno alle 18 il rientro dei soccorritori. Successivamente arriva la conferma anche da parte dell’ufficio stampa del Sast sulla dinamica di ciò che è accaduto. Ore 19,30, tutto è rientrato. E Abetone torna a pensare a questa domenica sciabile con la maggior parte degli impianti aperti.

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