Sicurezza
Quei mufloni sono pronto ad accoglierli io
Sono convinto che oggi i parchi nazionali e regionali abbiano il compito di cercare di garantire il giusto equilibrio tra animali, uomo e natura in un concetto generale di biosfera. Devo dire che è importante associare al termine biodiversità il termine biolibertà, cioè quel sistema di regole relativo al comportamento degli animali e ai loro diritti nell'ambiente naturale.
Prendo atto che il progetto Life (Life Let's Go Giglio) della comunità europea, finanziato con un milione e 500 mila euro, ha come obiettivo la riqualificazione di habitat attraverso la riduzione di alcuni fattori di minaccia all’ecosistema. Tra i vari interventi vi è quello che prevede di “eradicare” il muflone per poter avere benefici per gli habitat vegetali protetti. Ma mi pongo alcuni interrogativi: è necessario per forza abbatterli con il supporto di cacciatori, sicuramente abilitati, fino al 31 marzo 2023?
Non si potrebbe catturarli e verificare se ci sono parchi, aziende agrituristiche, soggetti privati con grandi aree verdi, che possono farsene carico? In fondo si tratta solo di circa 50 esemplari.
È necessario servirsi di radiocollari scientificamente utilizzati per monitorare le abitudini e i comportamenti degli animali, chiamati collari Giuda per trovare i nuclei familiari e il branco e rendere così più facile l'abbattimento? Sicuramente i biologi e altre competenze ritengono positiva tale procedura, ma a me sembra eticamente una pratica intollerabile. Che segnali diamo ai cittadini con questi atti?
Anche io nella Tenuta di San Rossore mi sono trovato una presenza di cinquemila daini rispetto a un equilibrio faunistico che ne prevede soltanto 800.
Dopo aver cercato soluzioni scientifiche mirate alla sterilizzazione o alla castrazione chimica, e non trovando risposte, ho provveduto ad acquistare un chiuso mobile che permette di catturare 250 daini per volta per trasferirli, invece dell'abbattimento selettivo che veniva fatto dalle guardie del Parco.
I radiocollari li metterò sicuramente ai quattro lupi presenti nella tenuta di San Rossore per monitorarne il movimento, ma con un approccio “francescano” e non “da Giuda”.
Comunque io sono disponibile ad accogliere provvisoriamente 20 esemplari di muflone, in un recinto nel parco di San Rossore, per poi offrirli ai soggetti privati che saranno disponibili ad adottarli. Sono sicuro che molte aziende agrituristiche, o ville con ampio parco, li ospiterebbero volentieri: la gente pernotta in queste strutture per vedere gli animali: come ci sono i cavalli, potrebbero starci anche i mufloni.
*presidente Parco San Rossore
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