La manifestazione
Il mio impegno per il lavoro sicuro e quel pianto da Mattarella
La giornalista del Tirreno premiata al Quirinale: un figlio morto in fabbrica e una missione
PIOMBINO. Un pianto quando un anno fa arrivò la telefonata dal Quirinale. Un altro ieri mattina, quasi un anno dopo, quando Mattarella mi ha consegnato l’onorificenza. Il presidente Mattarella è entrato nel salone per consegnare le onorificenze attribuite motu proprio a cittadini e cittadine che si sono distinte per l’impegno in settori diversi. E io sono lì. Con loro. In mezzo a tante storie. Tra luci e intarsi dorati. Carica di emozioni. Di pensieri. Di ricordi. Di quelli che, nel bene e nel male, si riaffacciano anche quando meno te lo aspetti. A maggior ragione quando sai bene perché sei in una situazione che non avresti mai immaginato di vivere.
“Esempio civile per il prezioso contributo che da molti anni offre sul tema delle sicurezza dei lavoratori” sta scritto tra l’altro nella motivazione con cui sto per ricevere il titolo di commendatrice dell’Ordine al merito dalla Repubblica .
Se il contributo sia prezioso non lo so. Che sia ultraventennale è sicuro. Che sia faticoso, a volte frustrante, altrettanto. Perché non se ne esce.
Tutto è cominciato nel marzo 1998. La segnalazione di un morto in fabbrica mi spinge a cercare informazioni. È il mio lavoro di giornalista del Tirreno, a farlo. È quella cosa che non ti spieghi, invece, a dirmi “dentro” che in realtà quel nome lo so. E trovo la conferma. Il corpo straziato da un ingranaggio della zincatura, dal profitto e dall’indifferenza alla Magona di Piombino, è di Ruggero Toffolutti.
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Ruggero ha 32 anni ed è mio figlio. Non biologico. Mamma Elena è morta quando lui è poco più di un bambino. Anni dopo sono arrivata io. Il matrimonio con Roberto, suo padre, e la nascita di Matteo.
Di lì a poco, con mio marito abbiamo iniziato a cercare persone di buona volontà, non necessariamente familiari delle vittime, disposte a fare qualcosa. Le abbiamo trovate. Nel dicembre dello stesso anno, statuto e atto costitutivo dell’Associazione nazionale Ruggero Toffolutti per la sicurezza dei luoghi di lavoro, vengono depositati. Perché ogni promessa è un debito.
Scopo dell’associazione è la sensibilizzazione sull’argomento dell’insicurezza dei luoghi di lavoro “con ogni strumento non violento”. Lavoriamo molto per accrescere la cultura della sicurezza. Usiamo tanti strumenti. Dallo sport alle mostre, dagli incontri nelle scuole alla fotografia e ai libri . Siamo convinti anche, però, che troppe volte questa mancanza di cultura si trasformi in alibi imprenditoriale, istituzionale, politico e sindacale, e anche mediatico, per lasciare in un angolo le responsabilità del mercato, della precarietà, della logica del risparmio a tutti i costi, dell’impunità.
Quando il presidente Mattarella mi ha ringraziato per l’impegno in un settore che ha definito fondamentale, altri lucciconi. «Grazie a lei», ho solo saputo mormorare da sotto la mascherina.
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