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Toscana

Più di tremila donne hanno chiesto aiuto ai centri anti-violenza in Toscana

Un flash mod contro la violenza sulle donne
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Un flash mod contro la violenza sulle donne

Sono quelle che nel 2020 hanno chiesto aiuto dopo minacce, abusi, stalking. In quindici anni 121 femminicidi in regione e 41 minori sono rimasti orfani 

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FIRENZE. I numeri, da soli, raccontano di un allarme: 121 femminicidi negli ultimi 15 anni, dal 2006 al 2020. Nello stesso, 41 minori rimasti orfani a seguito di questi fatti di sangue. Oltre tremila donne si sono rivolte ai centri antiviolenza nel 2020, 1.211 sono quelle già conteggiate dal centro d’ascolto di Pisa quest’anno.

Sono queste le cifre più drammatiche che emergono dal tredicesimo rapporto sulla violenza di genere realizzato dall’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, che analizza i dati forniti dai nodi delle reti territoriali antiviolenza. Un documento che Palazzo Strozzi Sacrati pubblioca in vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in programma domani, 25 novembre.

«Ancora un volta – dice l’assessora alle politiche sociali Serenza Spinelli – emerge come la violenza sia un fenomeno trasversale tra le classi sociali, segno della persistenza nella società di una cultura patriarcale che vuole relegare il ruolo della donna in una dimensione di inferiorità».

«La pandemia – afferma l’assessora alle pari opportunità Alessandra Nardini – ha reso drammaticamente più evidenti le disuguaglianze che già esistevano, le ha acuite, ha allargato il gender gap. Occorre lavorare sempre più sulla prevenzione e sulla promozione di una cultura diversa, fondata su rispetto, parità, non discriminazione, a partire dai giovani e dalle scuole per destrutturare intollerabili stereotipi di genere ancora esistenti. Ed è altrettanto fondamentale garantire alle donne che intraprendono percorsi di fuoriuscita dalla violenza tutte le condizioni per poter davvero tornare libere e autonome, come le misure che abbiamo già messo in campo per sostenere il reinserimento lavorativo. Vinceremo davvero questa battaglia e quella contro la violenza se ci impegneremo tutte e tutti insieme, perché non stiamo parlando di’un problema delle donne’, ma dell’intera società. Per questo dobbiamo chiedere agli uomini di essere al nostro fianco in questa battaglia».

Il rapporto documenta con evidenza la lunga scia di sangue e di violenze che interessa anche la nostra regione e che continua a allargarsi (le cronache del 2021 segnalano almeno altri 4 casi) presentando un evidente filo conduttore: la grande maggioranza di questi eventi ha radice nella relazione di coppia (81 casi) , una parte minore, ma non meno importante all’interno di relazioni parentali, in particolari quella madre/figlio (13 casi) .

Rispetto al quadro nazionale, due elementi caratterizzano la situazione toscana: un elevato numero di femminicidi tra donne anziane (le donne oltre i 75 anni vittime di femminicidio in Toscana negli ultimi 5 anni sono state il 35,1%, contro il 16,7% a livello nazionale) e una proporzione maggiore di donne straniere, che rappresentano il 32,4% delle donne uccise per motivi di genere nel territorio regionale, contro il 23,4% a livello nazionale.

Questa strage di donne, che continua in Toscana come nel resto del nostro Paese, spiega il report, nasce da un contesto nel quale molte donne si sentono profondamente a rischio: basti pensare che nel solo 2020 ben 3.132 donne si sono rivolte a un centro antiviolenza. Si tratta di donne in larga misura tra i 30 e i 49 anni (il 60%) che dichiarano di aver subito violenza psicologica (85% dei casi) spesso accompagnata da violenza fisica (60,9%) , o anche economica (27,.2%) , o con l’aggiunta di minacce (21%). E in molti casi si tratta di situazioni di lunga durata: il 36% di queste donne segnala che queste situazioni drammatiche si protraggono da oltre 5 anni.


 

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