Il Tirreno

Toscana

Super Green pass, intesa Governo-Regioni: ipotesi divieti anche in zona bianca

Nadia Pietrafitta
Super Green pass, intesa Governo-Regioni: ipotesi divieti anche in zona bianca

Le nuove misure potrebbero già essere esaminate nel consiglio dei ministri previsto per giovedì. Giani: per me chi non è vaccinato dovrebbe restare a casa. Vaccini: terza dose anticipata a cinque mesi

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Dopo due ore di serrato confronto è il sottosegretario Roberto Garofoli a tirare le somme e verbalizzare l’incontro. Le richieste dei presidenti delle Regioni sono chiare: Massimiliano Fedriga e compagni, praticamente all’unanimità, insistono per creare un super Green pass che consenta a chi è immunizzato o guarito di continuare ad andare al bar, al ristorante, in piscina, a teatro o a sciare anche se i contagi continuano a salire e i numeri delle terapie intensive peggiorano, escludendo invece dalle attività ludiche chi ha fatto una scelta diversa, pur avendo a disposizione ancora l’opzione tampone per andare a lavorare. Ipotesi divieti anche in zona bianca.

Il governo, visti anche gli ultimi dati, accelera. Sul super Green pass la riflessione è in corso. I contagi sono ripartiti, quindi bisogna rafforzare la campagna vaccinale e dare sicurezze agli operatori economici. Una prima certezza arriva sulla terza dose che «sarà possibile fare a cinque mesi dal completamento del primo ciclo», come ha annunciato su Twitter il ministro Roberto Speranza e come riportato nella circolare ministeriale pubblicata ieri. «Vacciniamoci tutti per essere più forti», il suo appello. «Sono ore delicate», ammette, parlando di «ulteriori scelte da compiersi nell’interesse del Paese». Così come lo sono l’estensione dell’obbligo per medici e sanitari, l’apertura alla terza dose per gli under 40 e l’accorciamento della durata del Green pass da 12 a 9 mesi. A questo punto però, insistono le Regioni, tutto ciò non basta più.

Massimiliano Fedriga spinge per tenere conto delle esigenze del mondo economico, Attilio Fontana, presidente della Lombardia, invita a «non far passare troppo tempo, perché bisogna precedere e non inseguire il virus», Giovanni Toti, governatore della Liguria, ribadisce che i vaccinati occupano solo un decimo dei posti nelle terapie intensive e quindi «bisogna creare una distinzione». Il governo concorda e apre a un possibile cambio di strategia. Duro anche Eugenio Giani: «Ritengo che senza vaccino si dovrebbe stare molto a casa, al limite possiamo consentire di andare a prendere da mangiare, i servizi essenziali».

La riflessione in corso, viene riferito, è se introdurre una differenziazione vaccinati/non vaccinati abbinandola al sistema delle zone e delle colorazioni attualmente in vigore o se superare quest’ultimo e cambiare paradigma. Le misure, in ogni caso, che saranno prima condivise con le forze di maggioranza nel corso di una cabina di regia, potrebbero già essere esaminate nel consiglio dei ministri previsto per giovedì, dopo un nuovo confronto con i governatori in sede di conferenza Stato-Regioni. Intanto i partiti prendono posizione. «Basta incertezze. Forza Italia è favorevole al doppio Green pass. Uno ai vaccinati per accedere ovunque. Uno a chi fa il tampone per il lavoro e per viaggiare. Sì al richiamo dopo il quinto mese, sì all’obbligo vaccinale per i sanitari», scrive su Twitter Antonio Tajani. Più cauto Matteo Salvini.

Oggi il leader della Lega riunirà in videoconferenza i presidenti dei Regione del Carroccio. Sul tavolo la «necessità di evitare ulteriori chiusure e di alimentare paure che hanno già contribuito a una raffica di disdette per il periodo natalizio. La Lega è nettamente contraria al Green pass obbligatorio per i bambini sotto i 12 anni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web