Attenzione
Sfida morale, altro che no-vax
È l’ora della nostra rinascita, come Toscana e come Italia. Le imprese di questo territorio intendono fare la propria parte; e accettano la sfida morale e civile di impegnarsi per una ripresa sostenuta, inclusiva e giusta.
Il Patto che proponiamo a livello regionale è quello per il rilancio economico, sociale e produttivo che il presidente Bonomi ha promosso a livello nazionale.
Un Next Generation toscano che parta da un obiettivo di sviluppo condiviso fra le Istituzioni e le forze economiche e sociali. E individui le azioni da portare avanti, assumendosene - pro-quota - responsabilità e rischi.
È il momento di fare; e di fare in fretta. Quello che realizzeremo nei prossimi tre anni, dovrà condizionare i prossimi trenta. Ecco perché l’orizzonte di riferimento è Toscana 2050. E l’obiettivo è la “crescita felice” del territorio; un obiettivo corredato da tempi di attuazione e dalla ricaduta economica delle scelte. Un Patto che - insieme ai colleghi delle territoriali toscane - ho proposto al presidente Giani. E di cui abbiamo già parlato con i sindacato regionali.
Il filo conduttore dell’assemblea di Confindustria Firenze di venerdì scorso è stato “Il futuro è insieme!” e non era solo uno slogan; una parola d’ordine che durava lo spazio di una assemblea.
Progettare insieme, realizzare insieme, investire insieme, rischiare insieme sono gli imperativi di chi ha capito la lezione della crisi. Ma soprattutto di chi ha intuìto le opportunità della ripresa.
Le difficoltà di questi mesi sono state extra-ordinarie. Hanno rimesso in discussione modelli di sviluppo, modelli sociali, sistema delle relazioni.
È stata la guerra della nostra epoca. Una guerra “mondiale” per dimensioni ed entità dei danni.
Accompagnata da tensioni crescenti. E da pericoli di disgregazione sociale.
Una guerra – purtroppo – non ancora vinta. La crescita esponenziale dei contagi ci preoccupa e ci porta a ribadire che, di fronte a un nemico come il virus, non si può abbassare la guardia. Altro che no-vax! Al Presidente della Regione Eugenio Giani ribadisco che le imprese di Confindustria sono pronte – come nei mesi passati – a fare la propria parte, sia sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro, sia su quello degli hub vaccinali in azienda. Dobbiamo scongiurare con ogni mezzo la catastrofe di nuove emergenze, soprattutto adesso, nella fase – delicatissima – della ricostruzione.
Sia chiaro: il nostro desiderio di ripartenza e rigenerazione è più forte del virus, perché è scritto nel nostro Dna. E la fiducia è un asset economico fondamentale.
Ne usciremo tanto più efficacemente, quanto più sapremo valorizzare le energie collettive, la coesione, lo spirito di squadra, che sono le vere anime della ricostruzione. Mettendo in campo una grande “alleanza per fare”, con tempi industriali.
La stagione delle rivendicazioni, delle polemiche retrospettive, delle litanie sui ritardi e sulle cose non realizzate è finita con la crisi.
Ora è il momento di guardare avanti e di condividere l’urgenza di una discontinuità radicale. Bisogna tradurre l’emergenza in azioni, perché la posta in gioco è alta, anche per la Toscana.
Abbiamo di fronte un passaggio storico, che è anche un bivio: o si cambia; o avremo perso la più grande occasione di rigenerazione mai avuta nella storia recente.
L’occasione per riportare la nostra Regione, il nostro Paese su un cammino di sviluppo finalmente all’altezza delle nostre potenzialità e dei nostri bisogni.
Le risorse messe a disposizione di chi vuole davvero cambiare e aggiornare il proprio modello di sviluppo sono straordinarie: dal Pnrr ai Fondi strutturali. Parliamo di una cifra che – attualizzata – equivale a tre Piani Marshall; ma che chiede, in cambio, rapidità nelle progettazioni ed efficacia nelle realizzazioni.
Abbiamo tutti presenti le sei missioni del Pnrr. Partiamo da questo e intraprendiamo un percorso, alla luce delle sfide sempre nuove che abbiamo di fronte; e dei tempi che sono davvero stretti. Ed è un percorso che – almeno per noi – non può prescindere da quattro leve che sono altrettanti moltiplicatori di Pil: il capitale umano, la rigenerazione, la reindustrializzazione, la sostenibilità.
*presidente Confindustria Toscana
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