La protesta
Cnr, precari incatenati «Siamo senza futuro»
pisa. Incatenati di fronte al Cnr di Pisa. Perché il Centro nazionale di ricerca ha dichiarato che dei 400 precari idonei in graduatoria ne assumerà solo 50, massimo 60. Per tutti gli altri il futuro è incerto. Eppure la norma che doveva garantirli c’è. È la legge Madia del 2017. Per tutto questo ieri mattina la sezione locale dell’Unione Sindacale di Base ha organizzato un presidio. Maria Antonietta Pascali, ricercatrice e nella Rsu del sindacato per il Cnr, ha detto che la legge in questione «è stata varata per consentire l’assunzione del personale precario entro dicembre. Sono stati assegnati anche dei fondi dedicati nelle leggi di bilancio. Quindi la volontà politica (e i soldi) per assumere ci sarebbero. Manca la volontà del Cnr. A ottobre l’ente di ricerca aveva dichiarato che avrebbe stabilizzato tutti i restanti nelle graduatorie. Poi tutto è cambiato». Ne restano appunto fuori 400. E cioè, spiega Cristina De Monte (tra i precari in attesa), «gli assegnisti di ricerca che nel 2018 hanno sostenuto (e passato) un concorso nazionale da cui sono uscite le graduatorie, sulla cui base le persone sarebbero state stabilizzate secondo un piano di assunzione di pari passo all’arrivo dei soldi con le leggi di bilancio». Una possibilità lavorativa che era rimasta in campo fino a ottobre scorso. Pochi giorni fa la doccia fredda. C’è chi è tornato in Italia addirittura dall’estero con la prospettiva di un posto. Tanti hanno alle spalle 5, ma anche 10, 11 anni di ricerche svolte in condizioni di precariato. E la rabbia è tanta. Altra questione poi la scelta di chi entrerà e chi no. Se il Cnr non dovesse applicare la legge Madia, «la nostra prospettiva – concludono i ricercatori – è quella di fare ricorsi contro la mancata assunzione allo scadere delle graduatorie».
S.V.
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