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Ambra: anch’io ho paura dei bulli della Rete

Maurizio Caldarelli
Ambra Sabatini davanti al poster della polizia postale a Grosseto
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Ambra Sabatini davanti al poster della polizia postale a Grosseto

La campionessa paralimpica racconta ai ragazzi gli insulti ricevuti sui social

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«So perfettamente cosa vuol dire essere presi di mira, diventare vittime di cyberbullismo, adesso che sono conosciuta su tutta la Rete». Ambra Sabatini, diciannovenne campionessa paralimpica dei 100 metri T63 di Tokyo 2020, è diventata un simbolo per i più giovani e anche per questo è stata chiamata a fare la testimonial della campagna educativa nazionale "Una vita da social", promossa dalla Polizia postale, che si è svolta ieri in piazza Duomo a Grosseto. «Fortunatamente - dice Ambra - non mi è mai successo niente di particolare. Solo qualche tempo fa, in un post di Bebe Vio nel quale si complimentava con me per un risultato ottenuto, ci fu un commento che mi ha riguardato personalmente. La hater puntò soprattutto Bebe, ma se la prese anche con me. È stata fondamentalmente una sciocchezza ma purtroppo comprendo che, essendo molto conosciuta, posso andare incontro a episodi di questo genere. Purtroppo in questi anni sono venuta a conoscenza anche di alcuni casi di cyberbullismo. Nascondersi dietro lo schermo di un computer o di uno smartphone è più facile che affrontare una persona dal vivo: anche un ragazzo del mio paese, Porto Ercole, sull’Argentario, è stato preso di mira ed è diventato vittima di coetanei. Tra l’altro questo episodio è avvenuto su Whatsapp, dove si può essere contattati meno facilmente rispetto ad altri». Dopo il successo di Tokyo, con tanto di record mondiale, anche Ambra Sabatini è dovuta diventare più social. «I miei follower sono cresciuti, arrivando in breve tempo a 22. 900. Io uso regolarmente solo Instagram e Whatsapp per stare in contatto con tutti, ma credo sia importante un giusto uso del web, perché è diventato il mezzo più importante di comunicazione e non si può fare a meno di rispettare alcune regole. E questo ho detto agli studenti che hanno partecipato all’iniziativa».

«Prima dell’incidente - aggiunge la campionessa di Porto Ercole - non usavo i social. Ultimamente ho raccontato la mia storia per essere di esempio ad altri giovani. Sono consapevole dei rischi che comporta il web ma, ripeto, li uso per stare in contatto con le persone che conosco e che fanno parte del mio mondo, nulla di più. Mi ha fatto felice e non nascondo di aver provato una grande emozione per essere stata chiamata a fare la testimonial di questa iniziativa di sensibilizzazione per le scuole sull’uso accorto e corretto dei social. Come mi hanno chiesto i ragazzi? Sono stati molto timidi. Mi hanno solo ringraziato della mia presenza, ma poco più». Ambra Sabatini è stata una delle autorità della tappa grossetana di un’iniziativa che ha già toccato altre città toscane e che coinvolgerà 73 località italiane. Nel camper della Polizia insieme alla regina dell’atletica paralimpica si sono sistemati il questore Antonio Mannoni, la prefetta Paola Berardino, il provveditore Michele Mazzola e il vicesindaco Fabrizio Rossi. «Abbiamo cercato di fornire agli studenti - ha detto il sostituto commissario Stefano Niccoli - gli strumenti per un uso più accorto e responsabile del web. Abbiamo cercato di far capire ai ragazzi che, magari con uno scherzo, possono diventare autori, più o meno inconsapevolmente di reati gravi e quindi non solo vittime».

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