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la partita del RECOVERY FUND  

Piano anti-erosione il progetto bandiera

M.N.
Piano anti-erosione il progetto bandiera

Il presidente Giani ha incontrato i parlamentari toscani sui finanziamenti del Pnrr. «Primo: difendere la costa»

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firenze. Fare del grande piano contro l’erosione del litorale il progetto bandiera della Toscana nella partita del recovery fund. La grande difesa delle spiagge dalla mano invisibile del cambiamento climatico che anno dopo anno sta rosicchiando uno dei simboli della regione nel mondo diventerà la sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) coordinato da Palazzo Strozzi Sacrati. La difesa della costa. Quasi più un progetto politico, di certo una scelta simbolica quella di Eugenio Giani. «Avevamo parlato di un progetto che potesse essere il più possibile coinvolgente per un’immagine della Toscana, e abbiamo pensato a quello del contrasto all’erosione costiera che coinvolge le cinque province che si affacciano sul mare. Del resto, è il governo a prevedere che ogni regione ne individui uno. Faremo discutere la scelta al Consiglio regionale, ma l’idea è questa», dice il governatore appena uscito dal saloncino del Teatro della Pergola, dove ha riunito i parlamentari toscani di ogni schieramento, consiglieri e assessori regionali per fare un punto sul Pnrr. Non è un caso che abbia scelto l’ambiente e la costa. Giani vuole togliersi di dosso l’auro del governatore fiorentinocentrico. In fondo, dal palco perfino Francesco Berti, deputato livornese dei Cinquestelle, si complimenta con lui per «l’idea degli Uffizi diffusi», ma gli ricorda che «nel Pnrr toscano sono finanziate tutte le tramvie fiorentine, ed è bene, ma non c’è nulla per la tramvia Livorno - Pisa - Lucca». Contro l’erosione l’assessorato di Monia Monni ha già messo a punto un piano da 130 milioni, e dal recovery ne giungeranno 95.

Ma da mesi il governatore soffre anche il centralismo romano sulla gestione delle risorse. In Regione si vive perfino con fastidio la difficoltà di comunicazione con le burocrazie romane. «Questo è un governo di unità nazionale, e sia la Regione che i parlamentari rischiano di venir scavalcati, fare squadra è utile». Insomma, il governo Draghi è una manna, ma rischia di essere anche una mamma asfissiante che decide tutto. La Toscana ha già attratto 1, 5 miliardi. «Ma può arrivare a 4 miliardi se saprà fare squadra», dice la forzista Deborah Bergamini, sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento, che ricorda come di qui al 2026, fra recovery e fondi strutturali europei del settennato, in regione arriveranno 8 miliardi. Il metodo-Giani piace a deputati e senatori. «Pensavo che questo incontro avrebbe avuto una connotazione politica, invece mi complimento con il presidente, è stato molto interessante», dice l’ex ministro grillino Alfonso Bonafede. Per cui «la missione principale su cui puntare è la sanità».

Ma quali sono i progetti per cui ci sono già gli stanziamenti? Circa 43 milioni serviranno alle bonifiche per ex miniere e cave, 80 per la costruzione di nuovi acquedotti, 372 per le due nuove tramvie fiorentine, 21 per la ciclovia Tirrenica, 77 per i porti di Livorno, Piombino e Portoferraio, con 98 milioni si finanzierà il lotto mancante del raddoppio ferroviario fra Pistoia e Lucca, 35 andranno all’edilizia scolastica, 93 saranno investiti per la riqualificazione di case popolari, 183 per costruire 23 ospedali di comunità, 37 centrali operative, 77 case di comunità, 82 milioni per digitalizzare il sistema di emergenza, 67 per acquistare attrezzature, 118 per gli adeguamenti antisismici degli ospedali.

«Prima di Natale rifaremo un incontro: questa volta niente slide, tiriamo giù il cronoprogramma. Se non facciamo squadra per capire chi decide, come si decide e chi approva i progetti, rischiamo di avere una disaggregazione che può tradursi in bassa competitività. Anche io mi sono adeguato – aggiunge Giani – concentrandomi sulla necessità di ottenere il maggior numero di risorse. Occorre una “santa alleanza” tra Regione e parlamentari per averecqualcuno sul quale poter contare a Roma per spingere i progetti, al di là della parte politica».

M.N.

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