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In Toscana mancano 245 medici e pediatri: le zone con maggiore carenza di organico
Ci sono 245mila toscani senza assistenza di base. Allarme dall’Ordine alla Regione Toscana: «Dobbiamo creare dei team»
FIRENZE. Mancano 245 tra medici di famiglia e pediatri di libera scelta, sono 2.700 quelli oggi in servizio. E 245. 000 cittadini toscani si trovano privi di assistenza di base. A lanciare l’allarme è l’Ordine dei medici di Firenze. «La situazione è più grave in alcune zone cosiddette disagiate, montane e insulari – evidenzia il presidente Piero Dattolo – altrove capita che ci siano paesi che hanno 10. 000 abitanti dove ci sono solo tre medici di famiglia. Così è impossibile andare avanti».
Quasi tutte le zone della Toscana sono sotto organico, le città come le zone più periferiche. Tra Pistoia e Prato, per esempio, servono una trentina di dottori in più, a Firenze venti. A Lucca e Carrara ne mancano 13 ciascuna, altri 11 a Massa e Montignoso, poi sei a Pisa, dieci tra Livorno e l’isola di Capraia (e ben sette nella sola Collesalvetti) . Nell’area tra Roccastrada e Castiglione della Pescaia, compresa Grosseto, siamo a sei dottori in meno. «È l’ora di una riforma strutturata del sistema – prosegue Dattolo – il turn over è insufficiente (140 gli ingressi in graduatoria quest’anno, ma solo i pensionamenti sono molti di più, ndr) e chi fa il corso di formazione non è utilizzato come dottore ma come studente con borse di studio da poco più di 800 euro al mese, e non ha tutele. Dove non c’è un medico di famiglia, i pazienti possono ritrovarsi in difficoltà anche solo per avere un certificato. E per qualsiasi cosa devono andare ai pronto soccorso o alle guardie mediche. Oppure ci sono altri medici che si devono fare carico di altri assistiti, andando ben oltre il limite massimo consentito». Questa la situazione nel dettaglio in Toscana.
ASL CENTRO
A Empoli mancano quattro medici di base, uno a testa nei comuni della Valdelsa e del Valdarno (due nella sola Certaldo, undici in tutto) . A Pistoia città ce ne sono 13 in meno (ne sono prive le frazioni montane e Bottegone) , è assente il medico tra Abetone e San Marcello sulla Montagna Pistoiese, altri tre nella piana e in Valdinievole. Prato è sotto organico di 15, Montemurlo di due, Poggio a Caiano di uno, Campi Bisenzio di altri cinque. Critica è anche la situazione nel fiorentino e in Mugello.
ASL NORD OVEST
La piana di Lucca (Altopascio, Capannori) è priva di sei dottori. Sono senza medico Valdottavo (frazione di Borgo a Mozzano) e Piazza al Serchio, ne servirebbe un altro nel vasto territorio della Garfagnana. La Versilia è carente in ben undici ambulatori (da Stazzema a Viareggio, compresa Forte dei Marmi). Queste le assenze in provincia di Pisa: undici nei comuni della Valdera e delle colline di Lari, sette tra San Giuliano e Vecchiano. Poi all’Elba ne mancano ben quattro, sei nel distretto di Cecina, quattro nella zona di Rosignano, Castellina Marittima e Santa Luce, ancora sei tra Castagneto Carducci e Bibbona.
ASL SUD EST
Sulla costa grossetana, sono sofferenti Follonica, Massa Marittina e Gavorrano (tre dottori) , i comuni dell’Amiata (in particolare Seggiano, Castel del Piano e Roccalbegna) , l’isola del Giglio (ne mancano due) e Porto Santo Stefano all’Argentario (uno) . Nel resto del territorio dell’Asl Sud Est, nelle province di Arezzo e Siena, l’organico dei medici di medicina generale e dei pediatri è sotto di ben 45 unità.
I MEDICI IN TEAM
L’Ordine dei medici propone alla Regione Toscana, «di mettere insieme più medici di famiglia e fare dei team, delle squadre di copertura per assicurare l’assistenza di base in territori in difficoltà: è più facile occuparsi di più assistiti in team. Una questione prevista anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza». Questo perché già oggi molti medici superano il massimale di assistiti previsto (1.100 a testa) , e seguono con difficoltà dalle 1.500 alle 1.800 persone negli ambulatori. Conclude Dattolo: «Dalla legge di bilancio dovrebbero arrivare due miliardi in più sul fondo sanitario nazionale per i prossimi 3 anni. Se verranno impiegati per assumere medici di medicina generale e specialisti ospedalieri il sistema si può salvare. Altrimenti andremo verso una sempre meno strisciante e più evidente privatizzazione del sistema sanitario».
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