Il Tirreno

Toscana

Gli scavi adesso li fanno i cinghiali Danneggiata la necropoli etrusca

Tommaso Silvi
Gli scavi adesso li fanno i cinghiali Danneggiata la necropoli etrusca

A Roselle tutte le notte l’incursione degli ungulati La recinzione elettrica non basta, devastato il decumano

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Tommaso Silvi

GROSSETO. Sul tavolo della Regione il preventivo sarebbe già arrivato. Non c’è la conferma ufficiale della direzione, ma i danni sono evidenti. E ammonterebbero a 35mila euro. Il Parco archeologico di Roselle è tenuto sotto scacco dai cinghiali. Che ogni notte scorrazzano tra tombe antiche, resti etruschi e opere d’architettura di epoca romana. Quello che si snoda alle porte di Grosseto è un sito museale a cielo aperto. Una vecchia città emersa dagli scavi, dentro cui è possibile rintracciare i segni del passaggi di più popoli.

Un viaggio all’indietro nel tempo in epoche differenti. A cavallo tra il “prima” e il “dopo” Cristo. In totale il Parco misura 48 ettari, di cui soltanto 3 e mezzo sono stati scavati. Un tesoro incredibile. Che ora è messo seriamente in pericolo dai “frequentatori della notte”. Un problema da risolvere alla svelta. Prima che sia troppo tardi. Prima che i danni diventino irreparabili. Il campanello d’allarme suona forte. Ma per ora la Regione e il ministero della Cultura – a quanto pare – si tappano le orecchie. E intanto, a causa dei cinghiali, una parte del sito di Roselle è stata chiusa.

OGNI NOTTE L’ASSALTO

Attorno alle meraviglie antiche si apre un’ampia area di bosco. Di notte i cinghiali scendono e arrivano dentro al Parco. Sì, c’è la recinzione elettrica che dovrebbe scoraggiarli. Ma ormai la conoscono. Sanno come aggirarla.

LE FRANE

Ma cosa accade quando i cinghiali entrano nella distesa archeologica? Soltanto il loro semplice passaggio smuove il terreno e crea buche lungo i vari percorsi. C’è di più, però. Perché i cinghiali si cibano di radici. Le cercano nel terreno. Scavano. E portano via pezzi di terra. Creando disagi notevoli, soprattutto se questo avviene a due passi da tesori dell’antichità di inestimabile valore.

I DANNI AL DECUMANO

L’itinerario per i visitatori – al Parco di Roselle – prevede la salita verso il Foro della città di un tempo, seguendo il Decumano massimo, uno degli assi viari principali della città, quello con direzione est-ovest. Lo affiancano le terme di Argyzio, edifici, vasche e fontane. Proprio il Decumano, oggi, è chiuso al pubblico. Perché quasi del tutto devastato dai cinghiali. Si tratta di un camminamento composto da pietre, la maggior parte delle quali è “saltata” a causa del passaggio degli ungulati. Non solo. Il Decumano ha anche una piccola “parete”, i cui massi in alcuni punti si sono staccati, creando degli smottamenti. Gli autori del danno? I cinghiali, naturalmente.

PREVENZIONE DEBOLE

Non serve uno scienziato per capire che la prevenzione è insufficiente. La recinzione elettrica non basta. Stando a quanto raccontano le guardie del Parco, i cinghiali avrebbero imparato a passare sopra ai fili al cui interno scorre l’alta tensione. O, in alcuni punti, a intrufolarsi sotto di essi. In alcuni casi, magari, si prendono anche la scossa. Ma questo non li scoraggia.

ED è SOLO L’INIZIO

La situazione è destinata a peggiorare, se non verranno presi provvedimenti in tempi rapidi. Perché l’attività notturna dei cinghiali nel sito archeologico non si ferma. E i loro “scavi” si stanno avvicinando al sistema di illuminazione attorno ad alcune opere. Piccoli corpi luminosi incastonati nel terreno, che rischiano di essere sbarbati. Altri danni in vista. Altri soldi da spendere. Per ora, però, nessuno interviene.

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