Toscana
Appendono un gatto con un filo d’acciaio. Il micio ritrovato sanguinante: salvato
La fortuna di un micio a Margine Coperta, nel comune di Massa e Cozzile, è stata tutta in una signora che quando lo ha notato nel suo giardino sanguinante e sofferente non si è girata dall’altra parte
MONTECATINI. Un cappio di acciaio stretto al collo pronto a strozzare. La fortuna di un micio a Margine Coperta, nel comune di Massa e Cozzile, è stata tutta in una signora che quando lo ha notato nel suo giardino sanguinante e sofferente non si è girata dall’altra parte. Prima ha provato a dargli qualcosa da mangiare per potersi avvicinare. La bestiola era visibilmente provata dalla presa, stretta a tal punto da essere penetrata nella pelle. Sembrava incredibile pensare che qualcuno avesse potuto con una simile crudeltà compiere un atto del genere. Ma la donna si è fatta coraggio, ha fotografato la bestiola e immediatamente ha allertato il canile Hermada.
«Quando mi ha chiamato – racconta la responsabile Mary Rossignoli – non abbiamo perso neppure un attimo. Ho inviato una “gattara” con la gabbia trappola. Appena catturato il gatto, si è resa conto che bisognava sbrigarsi». Fortunatamente il veterinario Torri era disponibile e d’urgenza ha rimosso con una tenaglia la trappola mortale e poi ha tentato l’impossibile operando il povero gatto. «È stato un intervento complicato – aggiunge Rossignoli –, soprattutto non era scontato che la bestia riuscisse a cavarsela. Una buona parte del tessuto era già andata in necrosi. Bravissimi i dottori e fortunato il micio. Su chi può averlo ridotto così invece...» Il cappio di acciaio stava strangolando il gattino che forse era riuscito con tutte le forze a strappare il resto. «Lo pensiamo – aggiunge la titolare del canile – dal momento che il veterinario si è reso conto che non ha più dei denti che si sono rotti. Deve aver lottato con tutte le forze per liberarsi dalla trappola». Adesso è caccia al responsabile o responsabili.
«Abbiamo portato tutto il materiale e le prove al comando della polizia municipale di Margine Coperta, luogo in cui è avvenuto questo gesto assurdo – conferma la responsabile del canile Hermada – . Loro si sono immediatamente attivati per indagare e cercare di scoprire l’autore, affinché non si ripetano simili episodi». Un sadico, qualcuno che non sopporta i felini, una brutta storia di sangue e maltrattamento. «Non so se si può trattare di qualche cacciatore, o di un contadino infastidito dal gatto – dice Rossignoli –. Forse una diabolica trappola per lepri. Questo gattino è molto buono, sano e sembra proprio abituato in famiglia. Forse è stato perso da qualcuno. Dopo l’operazione deve recuperare le forze e sta facendo una cura di antibiotici e vitamine». Adesso è caccia al colpevole. «Se qualcuno sa qualcosa parli – è l’appello degli animalisti – . Chi ha avuto il coraggio di farlo una volta certamente non si fermerà. Lui è un sopravvissuto, per gli altri la storia potrebbe finire diversamente con una morte fra mille dolori».
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