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dal primo dicembre

Vaccini anti-Covid: via alla terza dose a tutti gli over 40

Giusi Brega
Roberto Speranza
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Roberto Speranza

Speranza: dal primo dicembre per chi è vaccinato da almeno sei mesi

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ROMA. Dall’1 dicembre tutte le persone nella fascia di età 40-60 anni potranno ricevere la terza dose di vaccino, a patto che siano passati sei mesi dalla fine dal completamento del ciclo primario. Il richiamo verrà effettuato esclusivamente con un siero a m-Rna (Pfizer o Moderna). Il ministro della Salute Roberto Speranza imprime una netta accelerazione ai richiami vaccinali. «Facciamo un ulteriore passo in avanti perché riteniamo che la terza dose sia un tassello essenziale della nostra strategia di contrasto al Covid», spiega annunciando la novità rispondendo alle interrogazioni alla Camera. Il governo tutto infatti guarda con la necessaria attenzione all’aumento dei casi e, argomenta ancora Speranza, l’auspicio è quello di «gestire una coda dell’autunno e un inverno che sono ancora una sfida aperta e non semplice da gestire».

GIÀ SOMMISTRATE 2,5 MILIONI DI TERZE DOSI

Al momento la terza dose in Italia è stato offerta a circa 2,5 milioni di persone fra personale sanitario, anziani e fragili. Per quanto riguarda i numeri complessivi della campagna invece «siamo all’86,62 per cento di persone che hanno avuto almeno una dose e all’83,82 per cento che hanno completato il ciclo vaccinale», dice Speranza. Appurato che dopo alcuni mesi dall’iniezione l’efficacia della prevenzione dal contagio tende a calare la terza dose riporta la protezione a livelli ottimali.

IMMUNIZZAZIONE VALIDA PER DIECI ANNI

Secondo alcuni immunologi con il terzo richiamo si potrebbe anche innescare una memoria a lungo termine che potrebbe durare fino a dieci anni ma saranno solamente le evidenze scientifiche nel tempo a dimostrare la veridicità della tesi.

TUTTI I VIROLOGI SONO SONCORDI

In ogni caso sulla necessità della terza dose il mondo scientifico, rispetto a quanto accade con la possibilità di vaccinazione pediatrica, parla in modo univoco. «Me l’aspettavo da almeno un paio di settimane - dice Massimo Clementi, direttore del laboratorio di Microbiologia e virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano - lo trovo giustissimo, è un completamento della vaccinazione che porta una risposta molto più solida».

PRESSIONE OSPEDALIERA SOTTO CONTROLLO

Nel frattempo l’Italia deve fare i conti con una curva epidemiologica che continua a crescere, anche se non all’impazzata. Nelle ultime 24 ore si registrano 7.891 casi e 60 decessi con un tasso di positività all’1,6 per cento La pressione sui reparti ospedalieri cresce in maniera minima. Il saldo dei ricoveri fra dimessi e nuovi malati è di 11 in più,quello delle terapie intensive due in più con 34 ingressi giornalieri.

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