Gioco
Rider, intesa contro lo sfruttamento ma i big delle consegne la ignorano
In Regione accordo apripista per un contratto vero ai lavoratori, ma aderiscono solo piccole imprese
FIRENZE. È stato firmato ieri in Regione il primo protocollo in Italia per la tutela dei diritti dei rider. L’iniziativa – frutto di un anno di lavoro tra amministrazione regionale, sindacati, associazioni di consumatori e aziende – è stata però disertata proprio dai grandi del settore del food delivery che non hanno accettato di sottoscrivere l’accordo. Marchi come Foodinho (parte del gruppo Glovo in Italia), Uber Eats e Deliveroo, che nel nostro Paese muovono un business da circa 100 milioni di euro e con un numero di fattorini difficilmente quantificabile: a febbraio la Procura di Milano aveva chiesto a questi colossi del mercato la regolarizzazione di 60mila lavoratori, ma l’inchiesta potrebbe aver scalfito soltanto la punta dell’iceberg. Manca tra i firmatari anche Just Eat, ma la multinazionale europea già rispetta un accordo nazionale concordato con le rappresentanze sindacali. Cinque soltanto le firme in calce. Robin Food, Tadan, Sviluppo P. G. (che gestisce la piattaforma Runner Pizza), La Consegna srl e Montegrappa srl. Sono loro ad aver sottoscritto la dichiarazione di intenti sotto gli occhi del presidente Eugenio Giani e dell’assessora al lavoro Alessandra Nardini. Un documento che la Toscana porta come esempio virtuoso in Italia e che punta a assicurare maggior dignità ai lavoratori e a valorizzare la scelta etica delle aziende coinvolte.
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Non nasconde la sua soddisfazione Giani. «La Toscana si conferma terra di diritti e di lavoro. Abbiamo svolto un’opera importante: volevamo dare concretezza alla tutela di lavoratori particolarmente fragili ma anche agire sul consumo consapevole dei cittadini, perché le scelte di ciascuno possono incidere sulle decisioni delle aziende riguardo al riconoscimento dei diritti. Sono convinto che anche le grandi piattaforme digitali avranno l’interesse ad accrescere la propria credibilità e aderiranno al protocollo». Con l’intesa le aziende firmatarie si sono impegnate a garantire ai propri rider l’inquadramento contrattuale da subordinati (ispirandosi ai contratti nazionali già esistenti, come quello riservato al settore merci e logistica) garantendo le coperture assicurative e previdenziali.
Poi, oltre a fornire dispositivi adeguati, si faranno e a farsi carico delle visite mediche preventive, i datori di lavoro valuteranno anche la sospensione temporanea del servizio in caso di allerta meteo “arancione”. La Regione si è invece impegnata nel contrasto all’intermediazione illecita favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso i centri dell’impiego. Passi avanti infine sulla formazione: previsti corsi di lingua per gli stranieri ma anche corsi specifici rivolti ai rider.
Il secondo pilastro dell’accordo guarda al mondo dei consumatori, con l’obiettivo di valorizzare la scelta da parte delle imprese di garantire la piena applicazione contrattuale, assicurativa e previdenziale. Una sorta di certificazione riconosciuta dalla Regione, dai sindacati e dalle associazioni dei consumatori per le aziende firmatarie che saranno iscritte ad un albo di virtuosi, con un marchio facilmente riconoscibile da parte degli utenti che potranno perciò decidere di premiare una scelta certo non semplice sotto l’aspetto concorrenziale ma, altrettanto sicuramente, più etica nei confronti dei lavoratori del settore.
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