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Crisi respiratoria, muore a tre anni all'ospedale di Siena. Si teme un altro caso di virus sinciziale
È arrivato in reparto con una bronchiolite che lo ha ucciso in poche ore. Analisi per capire le cause
SIENA. Aveva febbre altra, spanciava, in preda ad una crisi di bronco spasmo. È arrivato così lunedì mattina alle Scotte portato dai genitori. Erano preoccupati. Da giorni curavano a casa il piccolo ma alla fine è peggiorato e si sono precipitati al policlinico universitario senese. Non è bastato. Dopo una giornata di terapie, il bimbo, 3 anni, è morto al pronto soccorso a causa di una crisi respiratoria. Non è ancora chiaro cosa abbia provocato il decesso, sono in corso gli accertamenti clinici, ma neppure i medici escludono possa trattarsi del virus sinciziale che da inizio ottobre fa tremare mezza Italia e che ha già causato la morte a un neonato di 5 mesi a Napoli e a uno di 11 a La Spezia. Il bambino arrivato alle Scotte era stato portato in ospedale la mattina per febbre alta e difficoltà respiratorie. «Tutti tentativi di salvargli la vita sono risultati vani», spiegano dal policlinico universitario senese precisando che «gli accertamenti eseguiti hanno escluso una infezione da Covid-19 e, per chiarire definitivamente le cause di morte, è stato richiesto il riscontro diagnostico».
Di fatto un’autopsia. Ma anche un test molecolare per capire che tipo di virus o di batterio potrebbe aver innescato la polmonite o la crisi respiratoria che ha ucciso il piccolo. Il sospetto è diretto proprio sul virus sinciziale.
Il piccolo era arrivato alle 7,50 in pronto soccorso. Una equipe di pediatri lo ha immediatamente preso in carico ma le sue «condizioni cardio-respiratorie sono progressivamente peggiorate fino all'arresto cardiaco. Il bambino è stato rianimato e le sue funzioni vitali sono state supportate anche meccanicamente, ma tutti i tentativi di salvargli la vita sono risultati vani e, purtroppo, è deceduto in serata», spiegano dall’Azienda ospedaliero e universitaria senese. «Questo drammatico evento – prosegue l’azienda guidata da Antonio Davide Barretta – ha rattristato profondamente tutto il personale e la direzione che si stringono intorno alla famiglia, esprimendo profondo cordoglio».
Ora il timore è che questo sia un nuovo caso di virus sinciziale. Bisognerà attendere i risultati dell’autopsia e soprattutto delle analisi genetiche per stabilirlo con chiarezza. Ma cos’è il virus sinciziale? Quali sono i sintomi?
Gli esperti parlano di un’epidemia causata da un virus conosciuto e ricorrente, che di solito colpisce il Paese in autunno. Ma quest’anno il patogeno sembra essere particolarmente aggressivo. Sta colpendo bambini piccolissimi in tutta Italia. A Napoli e a La Spezia ne ha uccisi due, ma i reparti di malattie infettive degli ospedali pediatrici sono pieni di pazienti colpiti da bronchioliti e polmoniti causate dal virus.
A Padova sono 16 i piccoli ricoverati, di cui 4 intubati in rianimazione, al Policlinico Umberto I di Roma 10 i ricoverati, di cui 2, di appena un mese di vita, in terapia intensiva. Sempre a Roma, al Bambino Gesù, altri due bambini sono in terapia con l'ossigeno. Ma anche nelle altre regioni la situazione è analoga: a Reggio Calabria i ricoveri sono stati due, fortunatamente non gravi. «Il virus – ha spiegato giorni fa Fabio Midulla, presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri) – se contratto nei primi mesi di vita del bambino provoca forme di bronchiolite gravi, con manifestazioni cliniche nelle basse vie respiratorie, mentre nei bambini più grandi e negli adulti si risolve con sintomi lievi, come rinofaringite, febbre o tosse. Ma i neonati sono spesso protetti dagli anticorpi materni che si trasmettono attraverso la placenta. Questa volta però non è stato così e l'epidemia che solitamente arriva a dicembre-gennaio è scoppiata con due mesi di anticipo. Ce lo aspettavamo perché per un anno e mezzo il virus non ha circolato grazie alle misure anti-Covid. Ma non appena queste misure sono state allentate, i fratellini più grandi sono tornati all'asilo o a scuola, e con una popolazione senza anticorpi il virus ha cominciato a circolare, subito e in anticipo rispetto al solito, e sta dando forme gravi nei piccolissimi».
A complicare le cose l’assenza di un vaccino efficace. «Lo abbiamo scoperto negli anni ’50 – ha spiegato giorni fa il virologo Roberto Burioni – ma non sono ancora stati sviluppati vaccini efficaci». La casa farmaceutica Sanofi sta preparando un anticorpo monoclonale, ma il suo arrivo è previsto nel 2023. Giorni fa a lanciare l’allarme su questo tipo di virus erano stati anche Fedez e Chiara Ferragni, preoccupati per le condizioni della loro piccola. Poi si sono registrati i duer decessi. Adesso per capire se anche a Siena si è trattato di questo bisognerà attendere i risultati degli accertamenti.
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