Bentornata Lulù, la cagnolina rimpatriata in Italia dopo due anni in Thailandia
Capalbio, le padrone dello shih tzu sono tornate in Italia allo scoppiare della pandemia. Ma la cagnetta era dovuta rimanere all'estero perché mancavano alcuni permessi per viaggiare. Adesso è tornata a casa
CAPALBIO. Tutto è bene quel che finisce bene, scriveva Shakespeare. E bene è finita anche la storia di Anna, nove anni, e della sua Lulù, una cagnolina shih tzu, le quali per oltre un anno si sono dovute separare – una Maremma e l’altra all’altro capo del mondo, in Thailandia – a causa della pandemia. Anna è una bambina che dall’età di quattro anni ha sempre vissuto in Thailandia con la madre, Marta Pellegrini, capalbiese trapiantata a Scansano, paese dell’entroterra della Maremma grossetana. Marta ha 45 anni, una personalità vulcanica e una grande passione per l’Asia. Talmente grande da aver lasciato Scansano, quattro anni fa, prima per vivere a Malta e poi, finalmente, in Thailandia. Qui ha iniziato a lavorare nel settore che ama, il turismo, organizzando tour per donne che viaggiano da sole.
«Io ho iniziato a viaggiare a venti anni – racconta Marta – ma so che ci sono donne che da sole non lo fanno e così ho pensato di organizzare viaggi mettendole insieme. Si creano bei sodalizi e amicizie che poi durano nel tempo». Marta lavorava e Anna cresceva felice. Per renderla ancora più contenta, la mamma le aveva comprato un cane, uno shih tzu non purissimo, un batuffolo simpatico che Anna ha battezzato Lulù. Le due sono diventate inseparabili e tutto è filato liscio fino a che non è scoppiata l’epidemia del Covid. «In Thailandia – racconta Pellegrini – il lockdown è arrivato con un leggero ritardo rispetto all’Italia. I voli sono stati stoppati e noi siamo rimaste là. Il problema era che il lavoro ha subito un fermo dovuto proprio alla pandemia e al fatto che non si poteva più viaggiare». Marta, che di decisioni nella sua vita ne ha prese molte, dopo attenta riflessione ha deciso di tornare in Italia. Una decisione ponderata e presa nonostante la paura di dover far ambientare sua figlia in un paese diverso da quello nel quale era vissuta per cinque anni. Pensando a come avrebbe affrontato la scuola non parlando e leggendo l’italiano ma solo l’inglese. Nonostante tutto Marta è partita con Anna verso l’Italia. Era il maggio 2020. Ha preso sua figlia, un aereo e, dopo quattro anni, di Thailandia è tornata a Scansano. Chi non ha potuto seguire Marta e Anna è stata Lulù. Per la cagnolina non era possibile viaggiare. Mancava una serie di certificazioni e permessi, non necessari per la semplice permanenza in Thailandia, ma indispensabili per poter prendere un aereo. Così Anna e Lulù si sono dovute separare.
La cagnetta non è stata certo abbandonata ma lasciata in un dog hotel per il quale Marta ha pagato 200 euro al mese. Accudita e coccolata, alla cucciola mancavano però le carezze della sua piccola amica. E, a sei fusi orari di distanza, non passava giorno che Anna non sognasse di riavere tra le braccia quel pezzettino di cuore, peloso e coccoloso, che aveva lasciato in Oriente. Così, una volta tornata in Italia, Marta ha iniziato subito a sbrigare tutte quelle pratiche burocratiche necessarie per portare Lulù in Italia, a Scansano, anche con l’aiuto della persona che in Thailandia teneva la cagnetta. «Non si può immaginare la marea di documenti che sono necessari – racconta ancora Pellegrini – dai vaccini per la rabbia, al microchip fino alle dimensioni del trasportino che devono essere particolari perché devono consentire al cane di stare in piedi. Ci sono voluti mesi e tanta costanza per poter riportare il cane a casa». Marta è riuscita a partire solo alcune settimane fa per la Thailandia, per andarsi a riprendere Lulù.
E, nonostante fosse tutto in regola, a Doha, in Qatar, ha rischiato di non potersi imbarcare per Roma. «Avevano riscontrato un’anomalia nel trasportino – dice la donna – e fino a che non ho firmato dei documenti non sono potuta ripartire». Insomma, un’odissea, un viaggio di 12 ore per poter riportare a casa, dalla sua Anna, Lulù. Ma ne valeva la pena. Anna e Lulù si sono finalmente ritrovate e ora sono più inseparabili che mai. Lulù deve solo ambientarsi al clima più rigido rispetto a quello thailandese, ma è già sulla buona strada. Nella casa di campagna di Scansano è felice e gioca non solo con Anna ma anche con un cinghiale che lo scorso anno Marta ha salvato. Ora è diventato una specie di animale da compagnia. Anna, Marta e Lulù sono di nuovo insieme pronte a inventarsi sempre cose nuove.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
