Proteste
Le notti violente della movida: le città toscane sotto scacco tra atti vandalici, molestie, ubriachezza e rapine
I fine settimana di follia a Massa, il centro di Pisa in mano alle bande, la guerra dei petardi di Grosseto. Ad Aulla misteriosa aggressione all'alba a un 26 enne
Il fenomeno va avanti da mesi. In estate, in Versilia, soprattutto nella zona del pontile di Lido di Camaiore, non passava fine settimana senza una rissa, un pestaggio, qualche ferito. Soprattutto fra i giovani e i giovanissimi. La “malamovida” non è finita con il caldo. L’ultimo weekend lo conferma. A parte l’accoltellamento (quasi) all’alba, ad Aulla, fuori da una discoteca chiusa da ore, da Massa a Pisa, fino a Grosseto le piazze delle città sono prese d’assalto dagli adolescenti. Bevono, urlano, ascoltano musica a tutto volume, ma poi vanno oltre.
Spaccano fioriere e distruggono estintori nei parcheggi sotterranei come a Grosseto, dove, si divertono anche a gettare mega-petardi per spaventare la gente. A Massa, la situazione torna tranquilla con i daspo Willy, i divieti di accesso ai locali di intrattenimento per chi causi disordini o si renda protagonisti di atti violenza. I controlli dell’ultimo fine settimana, infatti, hanno rilevato che la maggior parte dei giovani ha un tasso alcolemico superiore al limite di legge. E quelli messi peggio sono i minori. La domanda, però, è: chi vende l’alcol, visto che i minori non dovrebbero comprarlo? Non si trova mai la risposta. Come non si capisce perché, malgrado l’aumento delle telecamere, a Pisa aumentino le aggressioni, diurne e notturne. Anche da parte di baby gang: pestaggi come nell’ultimo weekend per pochi spiccioli. O per un cellulare.
MASSA: I FINE SETTIMANA DI FOLLIA
Prima i controlli, poi i daspo Willy per i protagonisti delle risse e infine le "Notte di qualità": banchetti con personale sanitario e volontari a fare prevenzione e alcoltest. C’erano anche sabato sera e, guarda caso, i test risultati positivi (con tasso alcolemico superiore al consentito) sono stati quelli dei più giovani, spesso minorenni.
È questa la ricetta apuana, nello specifico massese, contro la malamovida. Un fenomeno "esploso" nel post Covid anche, probabilmente, per la gran voglia della popolazione più giovane di tornare a divertirsi. Non sempre però divertimento fa rima con rispetto delle regole e dei "vicini". Così a Massa ci si è trovati nella situazione di dover gestire problematiche di due tipi. Di ordine pubblico legati a risse in parte (ma non solo) conseguenza anche dell’abuso di alcol. E di degrado: schiamazzi fino a notte fonda, vomito e escrementi davanti ai portoni di casa sono diventati una abitudine dei fine settimana per i residenti del centro.
Contro i primi problemi negli ultimi due mesi la Prefettura, d’intesa con le forze dell’ordine, ha attivato pattuglie dedicate al controllo della movida. Per i secondi ci si affida anche a una azione di prevenzione che parte dall’informazione "sul campo". «Questa iniziativa - spiega Maurizio Varese, responsabile del Serd apuano - è solo un punto di partenza ma siamo contenti di aver trovato l’appoggio dell’amministrazione comunale di Massa e della prefettura».
PISA: IL CENTRO IN MANO ALLE BANDE
Il livello oscilla tra il bullismo di strada e la microcriminalità di piccolo cabotaggio. I protagonisti, autori e bersagli, spesso sono giovani, a volte minorenni.
La sequenza di un ordinario weekend nel centro storico è iniziata con la tentata rapina contro tre studenti universitari fuori sede. Erano in quattro, descritti come nordafricani, che, nella notte tra venerdì e sabato in zona Duomo, si sono avventati con calci e pugni su quelli che potevano essere loro coetanei. «Dateci i soldi» è stato l’approccio senza filtri. L’assalto è fallito per la reazione degli obiettivi del colpo occasionale.
Rapina consumata, invece, ai danni di un 14enne nel tardo pomeriggio di sabato in piazza Vittorio Emanuele II a due passi dalla stazione e da Corso Italia, il salotto commerciale cittadino. Una banda di ragazzini lo ha avvicinato e senza fronzoli uno del gruppo gli ha strappato di mano l’iPhone, ultimo modello. Non lontano dalla piazza il 15 giugno scorso un 17enne era stato accoltellato nel pomeriggio da due minorenni poi arrestati dalla polizia. «Avevamo bisogno di soldi» fu la confessione resa al giudice. Ma la notte pisana, che trascende dalla malamovida alcolica e maleducata, ha avuto un altro episodio da segnare nell’agenda della sicurezza vulnerabile. Non ci sono soldi di mezzo. Solo la protervia dei bulli che rispondono con un pugno a un giovane che difende l’amica dagli apprezzamenti volgari del terzetto poi in fuga dopo averlo colpito a un occhio.
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GROSSETO: LA GUERRA DEI PETARDI
A Grosseto il malcontento si è concentrato sabato sera e notte in centro storico, perlopiù nella centralissima piazza san Francesco accanto alla statua del predicatore.
A sedare la movida turbolenta dopo l’sos degli abitanti stufi del baccano, sono intervenuti la polizia e il 118. Loro - i giovani "ribelli" - all’arrivo degli agenti sono scappati a gambe levate, fradici di birra, non prima di aver esasperato il vicinato a suon di urla, schiamazzi e bottiglie rotte. «Qualche sera fa erano una quarantina - racconta un’anziana - E si sono messi qua sotto a vociare. Musica a tutto volume fino alle 2, fioriere spaccate». A volte - per fare baccano - hanno pure usato petardi "magnum", quelli usati dai cacciatori per spaventare i cinghiali e orientarli in una certa direzione. Altre volte sono stati avvistati gironzolare in centro storico con pistole finte: l’anno scorso la polizia ne ha sequestrate tre. Nel crescente malumore, poche sere fa è capitato che i residenti "ripagassero" i baby vandali con la stessa moneta. Un uomo, che abita in un palazzo vicino a piazza san Francesco, si è messo anche lui a tirar petardi dalla finestra verso i ragazzi che imperversavano giù in strada. Pur di scacciarli. Per fortuna non è successo niente di grave; ma è nata quella che alcuni hanno chiamato un po’ "la guerra dei petardi".
Tornando a sabato. Verso mezzanotte pioveva. E qualcuno ha visto bene di ripararsi nel parcheggio sotterraneo di piazza Nassiriya, appena fuori dalle Mura. Staccando e svuotando gli estintori.
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AULLA: ACCOLTELLAMENTO ALL'ALBA
La chiamata al 118 arriva alle 4.30, quando in strada non c’è più anima viva. Segnala un uomo ferito. L’ambulanza si fionda sul posto. C’è un ragazzo di 26 anni, straniero residente a Fivizzano, a terra con una ferita all’addome che poi si scoprirà essere stata provocata da due coltellate. L’aggressore però è sparito. È successo sabato notte, all’uscita dell’autostrada di Aulla, vicino a una discoteca che però, a quell’ora, aveva chiuso da tempo.
Stando a una prima ricostruzione dei carabinieri intervenuti sul posto, i due avrebbero avuto un diverbio per un motivo ancora non chiaro. Poi sarebbe spuntato fuori il coltello. I militari adesso stanno cercando l’aggressore, partendo dalla telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Telecamere che, ha annunciato il sindaco Roberto Valettini, «verranno collegate alle caserma e implementate grazie a un finanziamento che ci consentirà di comprare altri 40 impianti da installare nei luoghi sensibili».
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