Sicurezza
Rivive la Società di Mutuo soccorso: "casa" dei cittadini
Dietro quei muri c’è la storia di una comunità. Una storia fatta di solidarietà e di politiche sociali, quando ancora queste parole erano sconosciute ai più, ma anche una storia che sembrava definitivamente chiusa sul finire del secolo scorso, quando la porta che portava al di là di quel muro venne chiusa. Invece no, quella che era stata la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Sant’Andrea di Compito, sulle colline a sud di Capannori, in Lucchesia, è destinata a nuova vita, e nel segno della continuità con il passato. Diventando, ma in un certo senso anche restando, un punto di riferimento per la comunità. Si avvicina infatti la conclusione di un percorso avviato ormai quasi dieci anni fa, quando, nel giugno del 2012, l’immobile venne donato dalla Società Operaia al Comune. Quell’edificio su tre piani, in uno dei paesi più belli delle colline capannoresi, diventerà una casa delle associazioni e dei cittadini.
Un passo decisivo verso questa rinascita è stato fatto nei giorni scorsi, con l’approvazione del progetto esecutivo di riqualificazione dell’immobile. Adesso potrà essere organizzata la gara per l’affidamento dei lavori, e, una volta assegnato il cantiere, potrà partire l’opera di manutenzione straordinaria per rendere quell’edificio antico capace di rispondere ai bisogni dei tempi attuali, anche se il grosso del lavoro, in realtà, era già stato fatto negli anni scorsi, con il recupero e il risanamento del tetto.
Interventi che dovrebbero partire già entro la fine dell’anno, e che comprendono la realizzazione di due servizi igienici al piano terra, dotati di disimpegno, uno dei quali avrà dimensioni e attrezzature per consentirne l’uso anche alle persone diversamente abili. Sempre in questo senso sarà realizzata una rampa di accesso a una delle porte dell’edificio. Poi sarà eliminata quell’ultima testimonianza degli anni settanta, rappresentata dalla saracinesca in ferro che caratterizza l’ingresso principale dell’immobile, e che sarà sostituita da una porta in legno, più in linea con le caratteristiche dell’edificio. Infine sarà risistemato l’intonaco là dove il tempo lo ha deteriorato, sarà messo a norma l’impianto elettrico, e saranno tinteggiate tutte le stanze. Una volta finiti questi lavori l’edificio di via della Pieve ritornerà nelle mani dei suoi veri proprietari, ossia tutti gli abitanti del paese.
Si tratterà dell’ideale proseguimento di una storia più che centenaria, visto che il rapporto della collettività con quell’immobile risale agli inizi del Novecento, a quando la Società Operaia di Mutuo Soccorso ne fece la sua sede. La storia dell’edificio si interseca con quella della Società, una delle tante sviluppatesi nell’Italia di quegli anni. Ma con una particolarità: se la maggior parte delle Società di Mutuo Soccorso vide la luce in realtà più grandi e nelle zone dove si andava sviluppando l’industria, in questo caso l’impulso a dare una mano ai lavoratori e alle famiglie in difficoltà, in un’epoca in cui le politiche sociali dello Stato erano pressoché inesistenti, si sviluppò in un piccolo paese di collina, dove era l’agricoltura, e in particolare sotto forma di mezzadria, l’attività più diffusa. E per decenni quell’edificio è stato il punto di riferimento per chiunque si trovasse ad attraversare momenti difficili, ospitando tante iniziative di assistenza alle famiglie bisognose. Un ruolo che ha ricoperto soprattutto negli anni successivi alle due guerre mondiali, diventando punto di riferimento per chi tra il 1940 e il 1945, e soprattutto tra il 1915 e il 1918, con la morte del marito o del figlio partito soldato aveva perso anche la propria fonte di sostentamento. Un ruolo fondamentale ma anche, fortunatamente, in gran parte reso inutile man mano che si sviluppava il concetto di politiche sociali statali. Così negli anni Settanta, proprio quando fu messa quella saracinesca in ferro, quell’edificio trasformò la sua destinazione, diventando un punto di aggregazione per il paese, anche per feste e balli, con tanto di bar all’interno. Poi, negli anni novanta, anche quelle luci si spensero. Ma adesso quel ruolo sarà recuperato.
«Con questo intervento, che sappiamo atteso dai residenti - dice l’assessore ai lavori pubblici di Capannori Davide Del Carlo - proseguiamo nel recupero di questo immobile con l’obiettivo di restituirlo alla comunità di Sant’Andrea di Compito come casa delle associazioni e dei cittadini. Dopo la realizzazione di questi ulteriori lavori di riqualificazione l’edificio, che è un vero simbolo per la frazione, potrà tornare fruibile per lo svolgimento delle l’attività delle realtà associative, ma anche per tutti gli abitanti che vogliano riunirsi, svolgervi iniziative o semplicemente trascorrere serate insieme agli altri». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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