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Pubblicato il conto corrente, Renzi indignato: violata la legge

Pubblicato il conto corrente, Renzi indignato: violata la legge

Sul conto corrente di Matteo Renzi tra il 2018 e il 2020 sono arrivati 2,6 milioni di euro frutto della sua attività di conferenziere. Ci sono nomi e cifre nei verbali dell’inchiesta sulla Fondazione Open, che adesso escono provocando la durissima reazione del leader di Italia Viva

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Roma. Sul conto corrente di Matteo Renzi tra il 2018 e il 2020 sono arrivati 2,6 milioni di euro frutto della sua attività di conferenziere. Ci sono nomi e cifre nei verbali dell’inchiesta sulla Fondazione Open, che adesso escono provocando la durissima reazione del leader di Italia Viva.

Venti giorni fa i pm Luca Turco e Antonino Nastasi hanno inviato un avviso di conclusione indagini a undici persone e quattro società contestando, a vario titolo, il finanziamento illecito ai partiti, la corruzione, il riciclaggio, il traffico di influenze. Secondo quanto riportato dal “Fatto quotidiano”, in un rapporto della Finanza sono ricostruiti i pagamenti a Renzi: dai sauditi per le sue conferenze il senatore ha incassato circa 80mila euro, dalla società dell’imprenditore-agente Lucio Presta 635mila euro, dalla società britannica “Celebrity speakers”, che piazza conferenzieri in giro per il mondo, altri 500mila euro, da “Algebris” del finanziere amico italo-inglese Davide Serra 147mila.

Renzi reagisce duramente alla pubblicazione delle cifre: «Mi aspetta una lunga battaglia in sede civile e penale per ottenere il risarcimento che merito. La farò con tenacia e metodo, passo dopo passo, senza rabbia» scrive su Facebook. «Non ho nulla da temere e anzi la pubblicazione incivile di questi documenti – sottolinea – non fa che confermare la mia trasparenza e correttezza. Ma in sede politica spero che qualcuno rifletta sul fatto che ciò che sta accadendo a me è una reiterata violazione di legge che fa male alle istituzioni. A chi in queste ore mi sta mostrando affetto va il mio grazie più sincero. Vi voglio bene e vi aspetto alla Leopolda con il sorriso di chi non si è stancato di lottare».

«Non è giornalismo ed è contro la Costituzione che un quotidiano pubblichi l’estratto conto privato di un cittadino. Ma poiché il cittadino coinvolto è Matteo Renzi, pochi si scandalizzano».

Lo dice il vice-presidente del gruppo di Italia Viva alla Camera, Marco Di Maio, a proposito degli articoli di stampa.

«Sbagliano – aggiunge – se succede a uno può succedere a tutti ed è indegno di una democrazia liberale».

Sulla stessa linea Michele Anzaldi, deputato Iv: «In Italia non si riesce a sapere quanto guadagnano i giornalisti esterni invitati nei talk Rai, la tv pubblica si rifiuta di fare trasparenza su opinionisti pagati con soldi dei cittadini, ma un giornale pubblica l’estratto conto personale di un senatore. Gravissima deriva», scrive su Twitter.

Per Andrea Marcucci, senatore del Partito democratico, si è fatto «un passo in più verso l’abisso. Il Fatto Quotidiano pubblica l’estratto dal conto corrente di un senatore, uscito illegalmente da atti istruttori della Procura. Una cosa che deve indignare tutti i garantisti», conclude.

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