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Bus, su cento tratte “fantasma” biglietti più cari. Il motivo

Luca Signorini
Bus, su cento tratte “fantasma” biglietti più cari. Il motivo

Caos nel passaggio del servizio di trasporto pubblico fra vecchi e nuovi gestori. Autolinee toscane: «Abbiamo dati incompleti, ma rimborseremo gli aumenti»

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Autolinee Toscane, in un'informativa via social agli utenti, così scriveva il 30 ottobre: «In fase di acquisto di un abbonamento extraurbano può capitare che nello spazio “origine“ e nello spazio “destinazione” non compaiano località, comuni, frazioni. Avviene perché purtroppo non abbiamo ricevuto tutte le informazioni sulle tratte e sulle fasce tariffarie complete, relative ad alcune zone». Al nuovo gestore del trasporto pubblico in Toscana quel giorno risultavano circa 250 tratte “fantasma”, sparse in quasi tutte le province.

Tratte fantasma

Autolinee Toscane, dopo un contenzioso durato anni, entra a gestire il servizio di bus il 1° novembre 2021. In pochi giorni «sono arrivate centinaia di segnalazioni e ci siamo attivati per affrontare il problema, che in gran parte abbiamo risolto», dice la società. Tuttavia sono ancora un centinaio oggi i tragitti percorsi dai bus ma “spariti” dalle mappe. Casi sul litorale pisano – le linee da e verso Calambrone, Tirrenia e Marina di Pisa – ; casi in Lucchesia tra San Romano e Pescaglia in Garfagnana, poi alcune decine di tratte teoricamente mancanti nell'aretino (tra Chiusi e Montevarchi).

Servizio aumentato

È successo che i passeggeri si sono trovati a pagare biglietti (di qualche decina di centesimi) o abbonamenti (di una decina di euro) più cari perché Autolinee ha dovuto ricostruire le tratte in assenza di riferimenti “storici”, come fossero ex novo, calcolando il costo del titolo di viaggio sulla base dei chilometri effettivamente percorsi. Con fermate scomparse o localizzate in extremis a qualche centinaia di metri o chilometri di distanza da dove realmente si trovano. Un cortocircuito nel sistema che mette in rete gli itinerari dei pullman e che ha mandato in tilt l’emissione dei biglietti (le possibile tariffe sono oltre 4.200).

«Siamo molto dispiaciuti per questi sgradevoli contrattempi – dice Gianni Bechelli, presidente di Autolinee Toscane – tanto che abbiamo adottato misure per evitare penalizzazioni per i passeggeri e avvertito del problema i nostri operatori sui bus e alle fermate affinché ne tengano conto nel rapporto con gli utenti». Infatti l’azienda sottolinea che «già dai primi giorni dal nostro ingresso abbiamo capito che i dati forniti sul servizio dei precedenti gestori erano incompleti e spesso incoerenti».

Passaggio di consegne

C’è insomma il dubbio che nel passaggio di consegne non sia andato proprio tutto liscio fra le 22 vecchie società toscane che gestivano il trasporto pubblico su gomma e il nuovo arrivato (gruppo francese Ratp, gestore della metropolitana di Parigi) e che dopo cinque anni di contenzioso si è aggiudicato la gara da 4 miliardi per undici anni di trasporto pubblico locale in Toscana battendo il raggruppamento delle società toscane.

«L’atterraggio doveva essere morbido, non è stato morbidissimo – dice l’assessore regionale ai Trasporti, Stefano Baccelli – ma non credo ci sia stata una volontà di omettere informazioni. Fin dall’inizio c'è stata collaborazione nel subentro. Sui tragitti sbagliati probabilmente hanno influito diversi fattori: per esempio, sono cambiate le rivendite autorizzate dei biglietti. Poi c’è stata una forte migrazione sull’online (per l’acquisto di biglietti e abbonamenti) che ha generato difficoltà. Comunque stiamo lavorando insieme ad AT per risolvere tutti i problemi».

Nessuno sgarbo

Rimanda al mittente le accuse il consorzio formato da Cap, Copit e Ctt Nord, che gestiva i bus nelle province di Prato, Pistoia, Livorno, Pisa, Lucca e Massa-Carrara: «Ci aspettavamo che Autolinee potesse dare la colpa ai vecchi gestori dei disservizi emersi in questi giorni. Noi possiamo dire che negli ultimi due anni abbiamo potenziato il tracciamento delle fermate e delle linee, tanto che gli utenti potevano seguire sul portale il tragitto dei bus. Le paline sono geolocalizzate e facilmente individuabili». Autolinee, per risolvere la grana delle tratte “fantasma”, ha messo in campo una soluzione tampone: i passeggeri possono acquistare l’abbonamento indicando “fascia” nel campo origine e selezionando nel campo “destinazione” la fascia chilometrica (da 1 a 20) relativa al costo che sostenevano fino al 31 ottobre. Per chi ha già pagato una tariffa superiore a quella corretta sono previsti rimborsi: è necessario inviare una mail a servizioclienti@at-bus.it.

L’arrivo dei francesi in Toscana non è stato dunque indolore. Dalle file alle biglietterie per rinnovare gli abbonamenti (che si possono acquistare solo dopo la registrazione online), all’Ataf che a Firenze ha intimato agli autisti di non indossare più le vecchie divise, nonostante quelle nuove non fossero ancora arrivate.

I disagi sui territori

Poi ci sono i disagi sui territori. Ne segnala uno il Comune di Bibbona, sulla costa: «Purtroppo le attuali disposizioni non prevedono per le corse extraurbane l’emissione dei biglietti cartacei. L’utente è costretto a rivolgersi esclusivamente alle biglietterie e rivendite dotate di dispositivi che emettono biglietti su carta termica. I disagi sono avvertiti in particolare dall’utenza più fragile, come gli anziani».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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