Il dolore
L’abisso che separa la politica dal paese
Nascondendosi dietro il voto segreto, la maggioranza dei senatori ha affossato il disegno di legge Zan contro le violenze fisiche e verbali ai danni di gay, lesbiche, trans, donne e disabili.
Non appena è stato reso noto l’esito del voto, dai gruppi di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono levati applausi e grida di gioia. Uno spettacolo grottesco e inquietante, ma comprensibile: evidentemente quei politici festeggiavano la possibilità di poter continuare a discriminare e aggredire impunemente, come hanno sempre fatto.
Ma la destra non è l’unica responsabile di questo stato di cosa: anche il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, ha contribuito con il proprio voto a bloccare questa legge di civiltà, ed è emblematico che nel giorno del voto in aula il senatore di Rignano non fosse presente al Senato perché impegnato in Arabia Saudita, paese dove i gay sono condannati a morte.
In questi mesi, realtà lgbtq, giovani, gruppi di donne, associazioni, hanno manifestato anche a Lucca a favore di questa legge e contrastato la martellante campagna di disinformazione – portata avanti a colpi di false notizie – che a Lucca ha raggiunto il suo apice nel settembre del 2020, quando il l’arcivescovo, Paolo Giulietti, patrocinò un convegno dell’estrema destra e dei Family day contro il disegno di legge, concedendo loro anche i locali dell’arcivescovado.
Una manifestazione spontanea, straordinariamente gioiosa e partecipata, contestò quell’iniziativa blindata e dimostrò quanta sensibilità e interesse vi fossero intorno ai temi trattati dal disegno di legge.
Non sarà quindi un voto parlamentare, frutto di giochi di potere e di accordi sottobanco, a fermare la mobilitazione a favore del rispetto e dei diritti che si è manifestata in tutta Italia.
Certo, ora tutto è più difficile, ma non ci faremo scoraggiare. Anche perché da tutti i sondaggi emerge che la maggioranza degli italiani è a favore di una legge contro l’odio e le discriminazioni legate all’orientamento sessuale, al genere e all’identità di genere.
Anche per questo, il voto di mercoledì dimostra chiaramente quale abisso separa il paese reale da certa politica.
*attivista Lgbtq - Lucca
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