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Toscana

l'analisi

Cosa manca alla sinistra per crescere

Marco Susini
L’ultima iniziativa romana organizzata dalla Cgil
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L’ultima iniziativa romana organizzata dalla Cgil

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Le recenti elezioni amministrative hanno fatto registrare un netto successo delle forze di Centrosinistra ma questo pur inequivocabile elemento non autorizza certo i partiti progressisti a considerare già vinta la partita delle prossime Politiche ma, semmai, deve spingere questi ad affinare il profilo programmatico e ideale della loro coalizione e, non ultimo, a considerarne bene il perimetro visto la scarsa credibilità di alcune componenti come ad esempio Italia Viva che in Parlamento affossa la legge Zan e in Sicilia fa accordi con la peggiore Destra.

Comunque sia il test delle amministrative dimostra che Salvini e soci si possono battere, diversamente da quanto facevano presagire certi sondaggi e le affermazioni di taluni opinionisti. La Destra si è dimostrata poco affidabile nella difficile e complicata gestione della pandemia. E inutile ricordare le tante ambiguità dimostrate dalla miriade di dubbi e di eccezioni prima sulle chiusure poi sul Green pass e sul pagamento dei tamponi e via dicendo, con Salvini con un piede al governo e l’altro all’opposizione per timore di vedersi scavalcato dalla Meloni.

Diversamente Pd e Cinque Stelle hanno dato sempre prova di affidabilità consentendo cosi al presidente del Consiglio, Mario Draghi, di tenere dritta la barra anche sui provvedimenti più difficili e, talvolta, impopolari. La sfida delle elezioni politiche richiederà comunque un cambio di passo alle forze progressiste, consolidando il “campo largo” di alleanze che si va costruendo con un profilo più chiaro e marcato nel segno dell’innovazione e del cambiamento. Nel rapporto con i sindacati ad esempio su un tema cosi delicato e sensibile come quello delle pensioni, al di là del compromesso su quota 102,occorre che Pd e Grillini sappiano ascoltare le proposte del mondo del lavoro in tema di flessibilità in uscita specie per i lavori usuranti e per le donne, evitando peraltro di contrapporre le ragioni dei giovani a quelle dei lavoratori anziani come invece si sente dire da certi soloni benpensanti. Infatti i giovani si salvaguardano combattendo il precariato, i bassi salari, la parcellizzazione dei contratti e non certo tenendo un saldatore al lavoro fino a che è decrepito.

È altresì necessario che il tentativo di Giuseppe Conte di saldare il Movimento Cinque Stelle con la Sinistra prosegua e si evolva fino a vincere le resistenze e/o le ambiguità che a tale riguardo ogni tanto in quel mondo riaffiorano. Sperare come fa Calenda che i grillini siano condannati a un ineludibile e progressivo declino è un errore marchiano perché postula appunto un sicuro restringimento dei soggetti che dovranno contendere alla Destra il governo del Paese. Il Pd a sua volta deve disporsi a essere più coraggiosamente aperto alle forze di Sinistra e civiche che tuttora viaggiano in ordine sparso. Le Agorà volute e proprio ieri rilanciate da Enrico Letta vanno nella direzione giusta se però non si limitano a un mero e accademico esercizio dialettico ma se invece divengono il germe di una vera e propria rifondazione del maggior partito della Sinistra. Non ci si deve dimenticare che nelle città che di recente sono andate al voto la percentuale di astenuti è stata pari a addirittura superiore al cinquanta per cento degli aventi diritto al voto, specialmente nelle zone periferiche e popolari.

Sicuramente in quella massa di elettori ci sono anche tanti delusi di Centrodestra ma è altrettanto ovvio che una parte di astensioni è riferibile a cittadini potenzialmente orientati verso la Sinistra. Per dirla con Pierluigi Bersani ci sono certo dunque ancora tanti ,troppi compagni che “sono rimasti nel bosco”. È forse giunta l’ora che la Sinistra riesca finalmente a presentare un’offerta politica che sia in grado di motivarli nuovamente. Se non ora, quando?

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