Il Tirreno

Toscana

ha 102 anni, capoliveri lo festeggia

Il soldato ritrovato dal nome inciso nel bunker elbano

Luca Centini
Da sinistra il sindaco di Bibbiena Bagnoli con Walter Cellai e Montagna, sindaco di Capoliveri
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Da sinistra il sindaco di Bibbiena Bagnoli con Walter Cellai e Montagna, sindaco di Capoliveri

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“1920 - 1943. Caporal maggiore Walter Cellai”. Tutto ha inizio da questa semplice scritta, incisa sul cemento tra le mura malandate di un bunker della seconda guerra mondiale. E poi dimenticata per quasi ottant’anni. Siamo ad Acquarilli, all’isola d’Elba. È da qui che è partita, come in un romanzo, una ricerca che ha attraversato decenni, indietro dall’Elba del turismo che conosciamo oggi, fino all’isola della guerra e della miseria del 1943. Walter Cellai esiste ancora, ha 101 anni e abita a Bibbiena, in provincia di Arezzo. Fu lui a incidere quella scritta, è lui ad esser stato festeggiato, ieri mattina, in una cerimonia che ha sancito una sorta di gemellaggio tra il Comune di Capoliveri e quello di Bibbiena.

Il caso è il motore di questa storia particolare. Come se una mano invisibile si fosse divertita a unire dei puntini, collegando quanto il tempo e il corso della vita avevano allontanato. Alcuni mesi fa Roberto Corsi , ex speleologo residente a Lacona, si stava occupando del recupero del vecchio fortino della seconda guerra mondiale di Acquarilli, a un tiro di schioppo dalla spiaggia da sogno di Lacona. L’idea era dare una pulita, per restituire ai cittadini e ai turisti quel vecchio immobile ormai inutilizzato. È stato lui il primo ad aver ritrovato quella scritta incisa in una paiola di cemento: “1920-1943. Caporal maggiore Walter Cellai”. Corsi a quel punto contatta un amico appassionato di storia. Internet fa il resto. C’è un Walter Cellai di Bibbiena che nel 2020, per i suoi cento anni, viene festeggiato dall’amministrazione comunale del luogo. È proprio lui. D’un tratto la scritta tirata fuori dall’oblio ha un volto. Dietro quelle parole incise nella malta si nasconde una storia. E che storia. Walter Cellai, ex caporal maggiore dell’Esercito italiano. Sbarcato a Porto Longone (quello che oggi si chiama Porto Azzurro) nel 1940 a capo del suo battaglione. Per tre anni all’isola d’Elba, quella meraviglia della natura che lo accompagnerà per tutta la vita come un’amica di gioventù, lasciata ma mai dimenticata. Cavaliere al merito della Repubblica italiana. La sua vita sembra un film d’avventura. A Capoliveri i nazisti lo presero per destinarlo ai campi di lavoro, ma lui riuscì a scappare dal treno che lo avrebbe portato dritto dritto al campo di prigionia. Riuscì ad arrivare in maniera rocambolesca a Bibbiena, dove il padre lavorava alla stazione. Provarono a nasconderlo, a vestirlo come un ferroviere. Ma le soffiate, in tempo di guerra, viaggiavano più forte del libeccio. E così cadde di nuovo in mano ai tedeschi, che portarono sia lui che il padre in provincia di Forlì, a lavorare per la causa nazista. Ma mica chinò il capo, Walter. Si vergò un colpo con una mazza su un braccio per non lavorare, scappò di nuovo. Tornò in Toscana in qualche modo, ma dopo una caduta finì in ospedale e di lì di nuovo nelle mani dei nazisti. È stato lo stesso Walter Cellai a raccontare la sua storia ieri mattina, davanti al sindaco di Capoliveri Walter Montagna, all’assessore Alessio Bellissimo e al primo cittadino del Comune di Bibbiena Filippo Bagnoli, che hanno organizzato in onore dell’ultracentenario una festa. «Mi ricordo degli anni all’Elba – ha detto Cellai – mi piacerebbe tornarci per vedere come è adesso». Sguardo vispo, parlantina da toscanaccio e risposta pronta. Del resto l’età è solo un’altra insidia da gabbare, proprio come lo erano i nazisti. Ieri si è goduto una giornata speciale, che ha creato le basi per un gemellaggio tra due comunità. Dopo il ritrovamento della scritta, l’ex speleologo laconese Roberto Corsi ha coinvolto l’assessore elbano Alessio Bellissimo che ha tirato dentro questa storia l’amministrazione capoliverese. Il contatto con la Pro Loco di Bibbiena è stato un passo decisivo.

«Oggi Walter Cellai viaggia verso i 102 anni, – commenta il sindaco di Capoliveri Walter Montagna – è stato per tutti noi un onore incontrarlo e con lui ripercorrere la storia attraverso i ricordi vivi di chi la storia, la nostra storia, l ’ha vissuta davvero. Le nostre comunità si sono incontrate e ne è nato un incontro di cultura, amicizia e civiltà che resterà nella memoria di tutti. Un doveroso grazie va alla comunità di Bibbiena e al sindaco Filippo Bagnoli per l'eccezionale ospitalità e per aver permesso di realizzare questo incontro così prezioso per tutti noi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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