Il Tirreno

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solidarietà

Cinquanta trecce in dono da tutta Italia per le parrucche delle donne malate

Ivana Agostini
Cristina Ciotti e Catia Benni promotrici del “Progetto Amore” a Capalbio
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Cristina Ciotti e Catia Benni promotrici del “Progetto Amore” a Capalbio

Capalbio, l'iniziativa si chiama "Progetto amore" ed è decollata grazie all’associazione Ciotti Pasquino

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A volte anche un semplice “zac” – il colpo di forbice sui capelli raccolti in una treccia – può rappresentare un gesto d’amore. Nel taglio di un parrucchiere sta l’essenza di questa speciale iniziativa, nata due mesi fa a Capalbio in provincia di Grosseto. Sono circa 50 le trecce già donate. Si chiama “Progetto Amore”.

Tutto è decollato grazie all’associazione Ciotti Pasquino e alla generosità di una parrucchiera di Borgo Carige, frazione capalbiese. Si chiama Catia Benni e ha coinvolto nel progetto Cristina Ciotti dell’associazione. «Abbiamo aderito con entusiasmo», spiega lei.

L’iniziativa consiste nel donare trecce di capelli che saranno trasformate in parrucche per i malati oncologici. Il gesto punta a rendere più tollerabili le conseguenze della chemioterapia che spesso portano alla perdita dei capelli, condizione che psicologicamente non aiuta chi si sta sottoponendo alle terapie.

Da sette anni Catia Benni dona capelli che poi diventeranno parrucche. E ora ha voluto appoggiarsi all’associazione Ciotti Pasquino per cercare di rendere questo progetto ancor più grande. L’associazione si impegna a raccogliere dai parrucchieri le ciocche, che poi saranno inviate alla Banca dei capelli, associazione che ha sede a Bari e che già da tempo è impegnata ad aiutare i malati di cancro. Come funziona? Si va dalla parrucchiera o dal parrucchiere di fiducia, e quando ci si taglia i capelli si può chiedere che siano donati. I “coiffeur” aderenti raccolgono le ciocche e le consegnano all’associazione Ciotti Pasquino, che a sua volta le invia alla Banca dei capelli. La Banca li riceve, li trasforma in parrucche e le spedisce all’associazione di Capalbio, che a quel punto le dona a chi ne ha fatto richiesta. Tutto gratis.

Possono donare tutti, l’importante è che la ciocca sia 27 centimetri, i capelli siano lavati, ben asciugati e colorati di un solo colore. «Anche se il progetto è partito da poco – commenta Ciotti – essere arrivati a 50 trecce è davvero un ottimo risultato. I capelli devono essere lunghi e non tutti hanno queste lunghezze».

Le trecce stanno arrivando all’associazione capalbiese da tutta Italia: dall’isola del Giglio passando da Roma fino a Treviso. Vengono spedite dai parrucchieri oppure arrivano direttamente da chi ha deciso di tagliarsi i capelli che si era fatta crescere per anni, per una buona causa. La treccia arriva per posta insieme a biglietti che contengono messaggi d’amore e di speranza. E le “mittenti” coprono un’ampia fascia d’età.

Come ci sono molte donne disposte anche a cambiare look pur di dare aiuto ad altre donne malate di cancro, sono molte sono anche le bambine che rinunciano ai loro lunghi capelli per rendere più sopportabile la vita di altri piccoli come loro destinati a sottoporsi alla chemioterapia per potersi salvare o tentare di vivere più a lungo.

Nelle scorse settimane il progetto, con Catia Benni, è arrivato fino in televisione, negli studi di Forum, dove è stato illustrato dalla parrucchiera capalbiese che l’ha fatto conoscere al grande pubblico. Nei giorni scorsi anche un famoso parrucchiere ha aderito al progetto e invitato i suoi colleghi a farlo. Si tratta di Kikò Nalli, ex marito dell’opinionista di Uomini e Donne, Tina Cipollari. «Sul suo profilo Instagram – aggiunge Ciotti – ha parlato del progetto invitando i suoi colleghi ad aderire e a raccogliere le trecce. Il nostro progetto va avanti e vorremmo ringraziare tutti i parrucchieri che hanno dato la loro disponibilità, Kikò per la visibilità che ci ha dato parlando di noi e Graziano Barbini che ha aderito con i suoi quattro saloni ed è stato il nostro gancio per arrivare a Kikò. Tutti coloro che ci daranno aiuto in realtà lo daranno ai malati».

Bastano, quindi, 27 centimetri di capelli per compiere un gesto d’amore che porterà un sorriso sul viso di chi ogni giorno lotta contro il cancro e vede la sua vita trasformarsi insieme al suo corpo sul quale si riflettono gli effetti delle terapie antitumorali.

«Chi poi avrà bisogno di una parrucca si potrà rivolgere all’associazione e questa penserà a farla arrivare. Un gesto d’amore che non ha nessun costo né per i parrucchieri né per i clienti. I capelli finirebbero nel cestino. In questo modo aiuteranno almeno le persone a star meglio». Chiunque voglia aderire all’iniziativa può contattare il numero 331 7811125. RIPRODUZIONE RISERVATA

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