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Svastiche e “pistolettate”: ancora minacce alla Cgil

Chiara Sillicani
Svastiche e “pistolettate”: ancora minacce alla Cgil

Messaggi anonimi al sindacato di Massa. Una serie di volantini affissi venerdì alla Camera del Lavoro di Massa e di Pontremoli: i sindacalisti arrivano per aprire le sedi e sulla porta trovano quei cartelli.

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MASSA. L’accusa di “abbracciare” il potere, stare dalla parte sbagliata, quella dei padroni. E dei vaccini. E la minaccia di risolvere le controversie “con i proiettili” e le “pistolettate”, con “le lame ben affilate”. Una serie di volantini affissi venerdì alla Camera del Lavoro di Massa e di Pontremoli: i sindacalisti arrivano per aprire le sedi e sulla porta trovano quei cartelli. Macigni. Paolo Gozzani, segretario della Cgil apuana, decide di denunciare, e solo dopo, rende pubblico l’accaduto. A Massa chi scrive – senza il coraggio di metterci la faccia – lo fa su due pezzi di cartone. Accusa la Cgil di “abbracciare il potere”, chiaro riferimento all’abbraccio tra il segretario Maurizio Landini e il presidente del consiglio Mario Draghi durante la visita alla sede del sindacato a Roma, dopo l’assalto neofascista.

Su quei pezzi di cartone qualcuno, presa una biro, traccia due svastiche. Matrice fascista anche nei volantini alla sede lunigianese. Il richiamo al ventennio a Pontremoli non si esplicita nella simbologia, ma nel riferimento a Rinaldo Rigola, primo segretario della confederazione generale del lavoro, poi corporativista fascista: “Rigola – scrivono – dall’oltretomba vi guarda e vi maledice”. In un volantino a Pontremoli il sindacato è definito «istituzione poco dedita alla difesa dei lavoratori», «gente che tergiversa nell’aiuto ai propri tesserati per assecondare le multinazionali».

In un foglio a quadretti – secondo gli investigatori di diverso autore – le minacce più pesanti: «Presto le controversie con i padroni le risolveremo a suon di proiettili e pistolettate. Se lo necessita anche con le lame ben affilate». Minacce in un momento storico in cui una ferita pesante alla Cgil è stata inferta durante la manifestazione no-vax del 9 ottobre. Il segretario provinciale Gozzani ha presentato denuncia: per gli investigatori, nonostante la coincidenza della data di affissione, gli autori e le matrici sono diversi. Parole come macigni, ma il sindacato apuano – che già nel 2018 si è ritrovato una svastica davanti alla sede di Massa – assicura che non farà neanche un passetto indietro. Non sulla difesa dei lavoratori, non sull’importanza dei vaccini. Perché – Gozzani ne è certo – tutto parte da lì, dal pieno sostegno alla campagna vaccinale: «I contenuti minacciosi sono in relazione alla nostra posizione sui vaccini. Nel condannare con fermezza e determinazione, non ci faremo intimidire da questi atti vili, invitiamo le forze democratiche a non sottovalutare ma a vigilare e a rafforzare ulteriormente i valori dell’antifascismo che sono il punto cardine della nostra Costituzione».

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