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Monte dei Paschi: conti migliorati e dopo lo stop di Unicredit arriva la proroga

Cristiano Pellegrini
Monte dei Paschi: conti migliorati e dopo lo stop di Unicredit arriva la proroga

Dopo lo stop alle nozze con Unicredit arriva una trimestrale «molto buona». L’Unione europea  concederà altro tempo per sistemare la banca

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SIENA. Il giorno dopo la rottura della trattativa tra Unicredit e Mef, Mps si appresta a presentare una trimestrale «molto buona», la migliore di quest’anno, in grado di far lievitare in maniera consistente i 202 milioni di euro di profitti conseguiti a giugno. I conti, viene riferito in vista dell’appuntamento dei primi di novembre, potrebbero mostrare anche «un miglioramento della situazione di capitale», con una riduzione del deficit atteso a giugno 2022 rispetto al mezzo miliardo stimato ad agosto, a conferma dei progressi messi a segno dalla banca, che meno di un anno fa prevedeva un deficit di 1, 5 miliardi. Mps potrebbe presto anche rivedere il piano industriale per renderlo più aggressivo, allo scopo di strappare il via libera, che ancora manca, della Commissione Ue. E così piazza Salimbeni continua a stimare il fabbisogno patrimoniale della banca in 2-2, 5 miliardi di euro, ed è l’ammontare di capitale che servirebbe a metterla in tranquillità, creando un cuscinetto patrimoniale adeguato rispetto ai minimi della Bce, e offrendo le risorse necessarie alla ristrutturazione e alla pulizia della banca, finanziando, ad esempio, esuberi, accantonamenti per i rischi legali, rettifiche su crediti o asset.

GIU' IN BORSA

Una prospettiva cui ha fatto da contraltare una giornata pesantissima vissuta dal titolo della banca senese in Borsa, rimasto volatile con ampie oscillazioni. Mps ha fatto un tuffo sotto la soglia dell’euro e ha chiuso in calo del 2, 36% a 1, 04 euro. Chiusura in pesante ribasso anche per i quattro bond subordinati di Mps, che hanno scontato tutte le preoccupazioni degli investitori per la paura di essere coinvolti in un burden sharing nel caso in cui il Monte, in mancanza di investitori disponibili a sottoscrivere l’aumento con lo Stato, dovesse essere messo in sicurezza con una ricapitalizzazione precauzionale e non a condizioni di mercato. Le perdite sono andate dall’8, 8% al 17, 1%.

TRE SCENARI

Sul futuro di Montepaschi oggi rimane un grande punto interrogativo. Tre gli scenari che a questo punto si potrebbero prospettare: la rivalutazione del modello stand-alone, la ricerca di nuovi acquirenti (Banco Bpm, Bper Banca, Bnp Paribas, Credit Agricole, Bbva), il ritorno al tavolo delle trattative con Unicredit che, messo da parte e forse solo in soffitta il negoziato, resta comunque sotto i riflettori.

IL FRONTE UNICREDIT

Il ceo di Unicredit Andrea Orcel deve dare una svolta al gruppo soprattutto in termini di redditività. L’operazione sul Monte dei Paschi «l’abbiamo sempre vista come un’occasione per rafforzare il settore bancario di questo Paese, e al tempo stesso garantire un futuro brillante tanto ai clienti quanto ai dipendenti di Mps. In questo senso – ha spiegato il banchiere – l’operazione avrebbe potuto rafforzare il nostro posizionamento nei nostri mercati principali e aumentare la nostra base clienti». Ma ha poi puntualizzato che su Mps Unicredit aveva messo in chiaro fin dall’inizio delle trattative che il coinvolgimento sarebbe dipeso dal «verificarsi di una serie di principi e condizioni concordati da entrambe le parti, posti per proteggere gli interessi di tutti i nostri stakeholder».

LA PROROGA DELL’UE

Intanto la Commissione Europea, dopo il silenzio delle ultime settimane, ha aperto alla proroga facendo sapere, tramite un suo portavoce, che «segue da vicino i recenti sviluppi su Mps ed è in contatto con le autorità italiane».

«Spetta» a Roma «decidere e proporre la modalità di uscita dalla proprietà Mps tenendo conto degli impegni in materia di aiuti di Stato del 2017» ha puntualizzato. E da Roma, mentre i parlamentari chiedono al Governo di riferire in assemblea, il Pd ha chiesto a Palazzo Chigi di «ricercare soluzioni alternative di mercato per gara0ntire al meglio il futuro del gruppo bancario di Siena» auspicando poi che prenda tempo «concordando con la Commissione Ue un rinvio della scadenza per la fuoriuscita dal capitale sociale». Proroga dei tempi e allargamento del perimetro che è tornato a chiedere anche il sindaco di Siena Luigi De Mossi. «Credo – ha detto il primo cittadino – che la proroga sia auspicabile e anche importante. Certo è che vada allargato il campo in termini di valutazioni delle opportunità».

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