Finanza
La tecnologia e un messaggio per i giovani
Si è conclusa la quattro giorni della Earth Tech Expo a Firenze Fiera alla Fortezza da Basso con 79 incontri, 388 relatori, 128 aziende, sei aree espositive, cinque mostre, sei incontri speciali con le scuole, 16 mila visitatori di cui 1.500 studenti. Numeri. Ma per essere il primo evento nazionale è un “buon inizio”.
Ma invece di “raccontare la Expo”, proviamo a vedere cosa hanno trovato i visitatori. Privilegiando lo “sguardo” di quelli più giovani che sono naturalmente i più “connessi” col mondo delle tecnologie.
Intanto hanno visto l’eccellenza della Protezione civile, con annesso il corpo dei vigili del fuoco e dei Centri funzionali a sostegno delle attività del Dipartimento centrale, che è fatta di uomini eccellenti e, sempre di più, di tecnologie di supporto. Un fiore all’occhiello del paese.
Poi hanno scoperto l’Italia dello Spazio. Tante tecnologie spaziali vengono dal nostro paese. Tecnologie che servono certo per l’avventura degli astronauti e delle stazioni cosmiche ma anche, in ricaduta, per la conoscenza della Terra. Vista dall’alto e monitorata di continuo la Terra svela i suoi segreti. E su questi dati, crescenti per qualità e quantità, si aprono spazi immensi e oggi sconosciuti per le “professioni innovative” del futuro.
E poi hanno visto tecnologie che si inseriscono trasversalmente nei settori più disparati. Dai droni ai sensori, dalle fibre ottiche alle applicazioni del 5g, dai primi tentativi di utilizzo dell’intelligenza artificiale ai materiali o manufatti, come i tralicci, che diventano come computer all’aria aperta. E queste applicazioni riescono a supportare le attività più diverse: dall’agricoltura al monitoraggio delle infrastrutture, dalla mobilità al controllo e previsione della meteorologia e dei cambiamenti climatici.
Insomma chi ha visitato gli stand e ha partecipato a qualcuno dei dibattiti programmati è riuscito a farsi un’idea dell’Italia non più come un paese arretrato e in crisi, fanalino di coda fra i partner mondiali ed europei, ma piuttosto di un paese che coltiva anche eccellenze e qualità e che semmai dura fatica a metterle in mostra. La speranza è che il Piano nazionale di ripresa e resilienza sappia scovare queste eccellenze, le sappia sostenere e che contribuisca, nella dicotomia proposta dall’Ocse fra Best (i migliori) e Rest (chi rimane indietro), a far avanzare la “parte migliore”.
E infine sono stati dati due importanti messaggi ai giovani. Il primo è che, se questo è l’inizio, il futuro sarà sempre più tecnologico. E allora bisogna che la formazione tecnica e scientifica cresca di molti punti rispetto alla media europea. Il secondo è che questa crescita deve riguardare anche il mondo femminile che in Italia non predilige questi percorsi. Come ha detto una scienziata in un dibattito: «Il prossimo premio Nobel italiano della fisica dovrà essere donna!». E noi ci crediamo.
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