Sicurezza
Bene il corteo ma adesso che facciamo?
Duecentomila persone che manifestano a Roma contro il vigliacco attacco alla Cgil, ai lavoratori, alla Costituzione e alla Democrazia , sono una boccata di "Ossigeno" importante ma non basta a cambiare la realtà sociale, del lavoro, civile, culturale che è fatta da:
1) oltre 5 milioni di poveri assoluti e 12 milioni di poveri relativi, con la Caritas che nell’ultimo anno ha visto quasi il doppio (oltre due milioni) le persone che si sono rivolte a lei per chiedere aiuto;
2) su 17,8 milioni di pensionati , ben 10,8 milioni di essi hanno una pensione inferiore a 750 euro mensili... e con le pensioni che in termini assoluti, in base al reale costo della vita , negli ultimi 15 anni si sono ridotte del 25%;
3) con i salari dei lavoratori Italiani che degli ultimi 30 anni sono diminuiti progressivamente e dal Paese che negli anni 70 aveva gli stipendi più alti d’Europa ai salari più bassi d’Europa;
4) Con la metà dei lavoratori occupati che sono precari e soggetti a ogni tipo di vessazione, compreso l’obbligo di lavorare 10/12 ore al giorno per meno di cinque euro l’ ora altrimenti vengono licenziati;
5) con i lavoratori dipendenti che pagano tutte le tasse imposte dallo Stato (circa il 32% dello stipendio) mentre gli altri (quasi tutti ) evadono il fisco;
6) Con le tariffe, le bollette, i prezzi di tutti i prodotti a partire dalla benzina, aumentano in modo speculativo vergognoso;
7) con gli operai che non rifiutano il lavoro a rischio per paura di essere licenziati e per questo motivo, che tre quarti di loro, ogni giorno vengono uccisi sul lavoro;
8) con il mercato del lavoro più precario, flessibile e frantumato d’Europa e i lavoratori soggetti a ogni tipo di ricatto
9) con le aziende multinazionali che chiudono gli stabilimenti, licenziano migliaia di lavoratori e delocalizzano in altri Paese a fini puramente speculativi;
10) in Italia il 10% dei suoi abitanti detiene il 55% di tutta la ricchezza esistente, si rifiutano di pagare una patrimoniale, mentre ci sono un 20% di abitanti che si devono accontentare dello 0,7% della ricchezza esistente.
In questo contesto il governo Draghi ha concesso il 70% delle risorse europee (209 miliardi del Recovery plan) alle imprese, le quali non hanno aumentato solo il Pil ma soprattutto i propri profitti incrementando ulteriormente le disuguaglianze.
Ho ascoltato Landini dire che la piazza di sabato, non è una piazza pacifica... questo significa che dopo la grande manifestazione, la Cgil e gli altri sindacati confederali dovrebbero definire subito una precisa piattaforma rivendicativa, sottoporla al giudizio vincolante dei lavoratori facendo assemblee in ogni luogo di lavoro. E sviluppare immediatamente un conflitto sociale al fine di ottenere risultati soddisfacenti in grado di rispondere positivamente ai problemi che ho elencato..
Ma sarà’ così? O invece i sindacati, compresa la Cgil, balbetteranno qualche rivendicazione del tutto irrisoria continuando "nella pace sociale"?
Dubito fortemente che assisteremo a una svolta, ma non e vero che il silenzio significa soddisfazione o rassegnazione. Nel silenzio si annidano disprezzo, delusione, rabbia, che potrebbe esplodere dal basso... in modo giusto e traumatico.
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