Il dolore
Pagare i farmaci a chi non può permetterseli
Era nato come abitudine, nella tradizione napoletana, tra i gruppi di amici raccolti intorno al bancone di un bar. In pochi però avrebbero scommesso che dall’uso abituale del "caffè sospeso" - quella tazzina di espresso lasciata già pagata al barista in favore di un altro (ignoto) avventore - potesse prender vita un progetto tutto toscano - per la precisione a Viareggio, Lucca e nel resto della mediavalle lucchese - che avrebbe portato quella stessa idea di solidarietà disinteressata fin sui banchi delle farmacie.
È nato così il "Farmaco sospeso", risultato dell’ondata solidale partita da giugno su iniziativa della Caritas diocesana di Lucca (coinvolgendo fin da subito Federfarma Lucca e le farmacie comunali di Viareggio, Lido di Camaiore, Lucca e Massarosa) che ha già dato in pochi mesi i suoi primi frutti e sta continuando a fare la differenza per molti che, colpiti dalla crisi o vittime di una situazione sociale alquanto precaria, non potrebbero altrimenti permettersi neppure i farmaci di cui hanno bisogno.
Il concetto alla base è lo stesso, appunto, del tradizionale caffè sospeso napoletano ma il contesto in questo caso è il banco del farmacista di fiducia: una volta ultimati i propri acquisti si può scegliere di donare 2, 5 o 10 euro all’iniziativa. Piccoli gesti di generosità che, nella loro totalità, vanno ad arricchire una cassa comune di fondi - registrati dai singoli farmacisti - poi convertiti direttamente dalla Caritas nell’acquisto di "farmaci per la povertà": si tratta di medicinali da banco (quindi acquistabili anche senza prescrizione medica, come i più comuni sciroppi, integratori, antinfiammatori ma anche disinfettanti, garze e altro materiale di pronto soccorso sanitario) che solitamente l’azienda sanitaria non concede gratuitamente ai pazienti. «Tutto è nato per rispondere ad un’esigenza crescente da parte delle persone meno abbienti e soprattutto più bisognose di cure - racconta Carlo Ambrosini, referente per la Caritas "Don Bosco" di Viareggio - all’inizio dell’estate ci siamo trovati a dover affrontare le tante richieste di chi si rivolgeva a noi per avere un aiuto anche elementare come l’acquisto di un antinfiammatorio: anche il medicinale più comune per chi non ha soldi diventa un problema da acquistare, ma a volte diventa necessario per abbassare la febbre o permettere di guarire più facilmente. In passato, di fronte a qualche richiesta più sporadica provvedevamo noi come Caritas ad anticipare alle farmacie i soldi per chi ne aveva bisogno ma ora non ci era più possibile: siamo arrivati in passato a spendere anche 5mila euro all’anno solo per questo».
La situazione a giugno però non permetteva ai volontari della Caritas lucchese e viareggina di provvedere in prima persona: richieste di aiuto simili venivano presentate non solo all’ente diocesano ma anche alle sedi della Me.V.V (l’associazione dei Medici Volontari Versiliesi) di Torre del Lago e Viareggio e agli altri centri di volontariato della zona. «Ci siamo chiesti: cosa possiamo fare per aiutare anche gli altri volontari che come noi hanno quotidianamente a che fare con certi problemi? La soluzione ci è sembrata scontata - conclude - e abbiamo deciso di puntare tutto sulla solidarietà diffusa. E l’idea del "farmaco sospeso" è piaciuta subito molto sia a Federfarma che ai titolari delle singole farmacie: per loro rappresenta comunque un guadagno ma ci hanno dato una grossa mano nello spiegare alla gente lo scopo dell’iniziativa».
Ad aderire è stata infatti la quasi totalità delle farmacie territoriali che negli ultimi tre mesi hanno affisso alle proprie vetrine il manifesto del progetto spargendo la voce tra la propria clientela. Il passaparola ha poi fatto il resto, raggiungendo risultati ben oltre le aspettative.
«In poco più di due mesi abbiamo raccolto oltre duemila euro solo in una trentina di farmacie tra Viareggio, Lido di Camaiore e Massarosa - spiega Ambrosini - in Garfagnana e nel resto della lucchesia a breve faremo un punto della situazione ma la risposta anche lì è stata ottima: contiamo infatti di riuscire ad acquistare farmaci per più del doppio del valore rispetto a quanto registrato finora in Versilia, visto il numero maggiore di esercizi che hanno preso parte al progetto. E già da altre regioni - conclude - colleghi di altre Caritas ci stanno chiedendo informazioni per esportare iniziative simili nei loro territori».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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