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Toscana

Firenze, concorso pilotato a Medicina: 9 dirigenti sanitari a processo

Matteo Leoni
La facoltà di medicina all’ospedale di Careggi (Foto Massimo Sestini)
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La facoltà di medicina all’ospedale di Careggi (Foto Massimo Sestini)

Prima udienza a febbraio per l’ex direttrice generale Monica Calamai e per l’ex rettore di Careggi accusati di abuso d’ufficio: pressioni per una cattedra

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FIRENZE. Nell’azienda ospedaliero universitaria di Careggi c’era un “sistema” che aggirava le regole per realizzare il progetto voluto dai vertici dell’ospedale e dell’Università di Firenze. La tesi accusatoria, sostenuta dalla procura, ha convinto il gup di Firenze, che ieri ha rinviato a giudizio nove persone nell’ambito di una delle inchieste su medicina aperte a Firenze, quella per presunte irregolarità nella procedura di selezione di un professore associato di cardiochirurgia del dipartimento di medicina sperimentale dell’Ateneo fiorentino. Sul banco degli imputati anche il vincitore del concorso, professor Pierluigi Stefano. Tra le accuse contestate nell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Luca Tescaroli e dal pm Antonino Nastasi, quella di aver precostituito titoli accademici per lo stesso Stefano, senza che quest’ultimo fornisse un reale contributo alla stesura delle pubblicazione scientifiche che gli venivano attribuite.

Per ottenere lo scopo il “sistema Università” , come viene definito dagli inquirenti, avrebbe attuato intimidazioni nei riguardi del professor Massimo Bonacchi. Gli episodi di presunte pressioni a Bonacchi, quando era neo professore associato di cardiochirurgia, sono due. Dietro la promessa di essere favorito nella sua attività, avrebbe dovuto far figurare Stefano nelle sue pubblicazioni scientifiche, sebbene non vi avesse partecipato, in modo da fargli acquisire punteggio nella procedura selettiva per professore associato. Per questi fatti sono indagati per tentata concussione in concorso Stefano, Corrado Poggesi, in qualità di direttore del dipartimento di medicina sperimentale e clinica, Niccolò Marchionni, in qualità di direttore del dipartimento a guida universitaria cardio-toraco-vascolare – a cui afferisce la Sod complessa di cardiochirurgia, l’ex prorettore dell’Area medica dell’Unifi Paolo Bechi, ora in pensione, e l’urologo Marco Carini, in qualita’di membro del Cda dell’Ateneo. L’ex dg di Careggi Monica Calamai e l’ex rettore dell’Università Luigi Dei avrebbero fatto pressioni perché il posto di professore associato fosse assegnato a Stefano, al fine di riunire nella sua persona la cardiochirurgia universitaria e quella ospedaliera. Per questo sono accusati di abusi d’ufficio. Il reato viene contestato in concorso con Stefano, Marchionni, e Corrado Poggesi, che avrebbero redatto il bando di gara in modo da garantire l’assegnazione allo stesso Stefano. La stessa accusa di abuso d’ufficio è contestata ai due componenti della commissione per la procedura selettiva, Andrea D’Armini e Roberto Di Bartolomeo, che per l’accusa sarebbero stati scelti dal rettore Dei perché disposti a far prevalere Stefano. La prima udienza è fissata per il 1° febbraio 2022.

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