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Pisa, studente di 22 anni picchiato e insultato da attivisti no-vax

Pietro Barghigiani
Piazza XX settembre a Pisa
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Piazza XX settembre a Pisa

Il giovane si era fermato ad ascoltare un “comizio”, quando ha espresso il suo dissenso in due l’hanno aggredito

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PISA. Li stava ascoltando da almeno una ventina di minuti. Un presidio no-vax a metà pomeriggio di sabato con una trentina di persone in piazza XX Settembre, davanti al Comune di Pisa. Nella sequenza di invettive contro il vaccino per il Covid e di slogan sulla dittatura sanitaria, a un certo punto ha preso la parola una giovane che al microfono si è lanciata in un paragone farneticante ma diffuso nell’armamentario no-vax: «Con il Covid stanno facendo una sperimentazione di massa come i nazisti nei campi di concentramento». Una frase choc che a Enrico Bruni-Cagianelli, 22 anni, fino a quel momento spettatore silenzioso dell’iniziativa, ha provocato una reazione d’istinto. La sua voce si è levata solitaria dalla sparuta folla in piazza: «Non diciamo cazzate, portiamo rispetto».

Un paio di persone sedute a terra non hanno gradito. Si sono alzate per rifilargli alcune manate sul collo accompagnando il gesto con insulti e offese. La presenza della polizia ha interrotto la lite e il giovane se ne è andato, indignato per le metafore fuori misura per sensatezza storica e scientifica.

Ieri Bruni-Cagianelli ha denunciato su Facebook l’episodio di cui è a conoscenza anche la questura. «Domani (oggi, ndr) sentirò se hanno identificato quei due e cosa posso fare», spiega. Entrambi gli autori sono noti, uno dei due fa parte dell’area anarchica. Al momento non ci sono provvedimenti nei loro confronti.

«Mi sono fermato con un amico per ascoltare quello che avevano da dire i no-vax – racconta Bruni-Cagianelli, esponente dei Giovani democratici e membro dell’assemblea comunale del Pd –. Ero curioso di sentire i loro argomenti, senza pregiudizi. Li ho ascoltati per un quarto d’ora, venti minuti. Poi è intervenuta una ragazza. Ha iniziato a urlare al microfono: “Stanno sperimentando farmaci sulle persone e sui bambini. Sapete chi sono stati gli ultimi a fare sperimentazioni sui bambini? I nazisti nei campi di concentramento”. Ho ritenuto queste frasi aberranti oltre che inaccettabili. Non ho pensato alle conseguenze di quello che avrei detto perché ho agito di pancia e senza freni, ma quelle parole meritavano una risposta. Mi sono tornati alla mente Auschwitz e Treblinka, Liliana Segre e Sami Modiano, i sei milioni di ebrei morti». L’invito in tono fermo e sottolineato a voce alta a non pronunciare farneticazioni nel mettere a confronto lager e Covid ha creato le condizioni dell’aggressione.

«Due uomini sulla cinquantina si sono avvicinati di scatto e sputando verso di me mi hanno spintonato, minacciato e insultato – prosegue –. Uno ha anche cercato di togliermi la mascherina. Le frasi erano tipo “dove ce l’hai la siringa? Fammi vedere che ti ci buco”. Mentre stavo per cadere a terra dalle manate dei due, i poliziotti sono intervenuti allontanandoli».

Lo studente li ha visti in faccia, ma non sarebbe in grado di riconoscerli. Non era di fuori città, parlavano pisano. «Forse sarebbe andata diversamente se mi fossi limitato a esprimere il mio dissenso sui social, ma di fronte a tali paragoni non si può restare in silenzio – conclude il militante pd –. Non è giusto, non è accettabile. È necessario urlarlo in ogni piazza e opporsi senza paura».

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