Il dolore
Crac banca Etruria, un condannato e 23 assolti
E' la sentenza del tribunale di Arezzo nel processo di primo grado. La procura aveva chiesto per gli imputati, accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice, pene che variavano da 6 anni e 6 mesi a un anno
AREZZO. Assoluzione con formula piena per 23 dei 24 imputati e condanna a sei anni solo per l'imprenditore Alberto Rigotti. E' la sentenza emessa questa mattina ad Arezzo nel processo di primo grado per il crac della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio. La procura di Arezzo aveva chiesto per gli imputati, accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice, pene che variavano da 6 anni e 6 mesi a un anno, per un totale di 64 anni.
"Con questa sentenza l'impianto accusatorio è completamente caduto. Aspettiamo di leggere le motivazioni ma è evidente che l'ipotesi di far ricorso in appello diventa plausibile. Del resto, questa sentenza si pone in contraddizione con quella precedente in seguito alle condanne comminate per bancarotta con il rito abbreviato". Lo ha detto il procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, a commento della sentenza emessa dal tribunale aretino che ha assolto tutti gli imputati tranne uno nel processo principale per il crac di Banca Etruria. Il riferimento fatto dal procuratore capo di Arezzo è al fatto che con rito abbreviato il gup, Giampiero Borraccia, nell'ambito della stessa inchiesta ha già condannato a cinque anni di reclusione per bancarotta fraudolenta l'ex presidente Giuseppe Fornasari e l'ex direttore generale Luca Bronchi, a due anni l'ex vice presidente Alfredo Berni per bancarotta fraudolenta e a un anno l'ex membro del cda, Rossano Soldini, per bancarotta semplice.
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