Il Tirreno

Toscana

coronavirus

Morta di Covid una 23enne di nazionalità cinese, la più giovane da inizio pandemia: «Stranieri indietro con i vaccini»

Claudia Guarino
Vaccino
◗
Vaccino

Prato. Tre morti in un giorno nella comunità cinese e il 65% dei ricoverati non è italiano. Il direttore Berti: «Difficile tracciare i positivi, molti non segnalano subito la malattia»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. C’è chi ha cominciato a vaccinarsi tardi, aspettando gli hub ad accesso libero e chi non si fa curare subito, arrivando all’ospedale in condizioni già gravi. Ecco perché, in alcune zone della Toscana, ultimamente si registrano contagi e ricoveri tra persone delle comunità straniere. Due giorni fa a Prato è morta col Covid una 23enne di nazionalità cinese già ricoverata in terapia intensiva e non vaccinata. Si tratta della persona più giovane deceduta da inizio pandemia. Nello stesso giorno ci sono stati altri tre decessi: due dei quali ancora di persone cinesi (43 e 53 anni). L’Asl Toscana centro si è messa subito all’opera per tracciare i contatti, operazione non semplicissima considerando anche che ogni comunità ha le sue peculiarità linguistiche e culturali. «Nella prima fase della pandemia - spiega il dottor Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana centro - non ci furono molti contagiati tra le persone della comunità cinese. Abbiamo iniziato a vedere casi in numero importante nell’autunno scorso, forse in relazione all’abbassamento dell’età (dei contagiati ndr) considerando che la comunità cinese è molto più giovane rispetto a quella italiana». E ci sono stranieri che hanno cominciato a vaccinarsi tardi. «Quando la Regione ha deciso di aprire le vaccinazioni con la formula open (da fine agosto negli hub si può andare senza prenotazione ndr) la domanda cinese è stata molto forte». A metà agosto, peraltro, la Regione ha attivato una procedura per permettere la vaccinazione anche di chi, per un motivo o per un altro, è senza tessera sanitaria. «Prima in molti, non avendola, non riuscivano a prenotarsi - dice Berti - . Adesso facciamo centinaia di somministrazioni al giorno, ma per quanto riguarda le comunità straniere c’è effettivamente un ritardo nelle vaccinazioni». All’ospedale Santo Stefano di Prato, peraltro, il 65 per cento dei ricoverati nei posti letto Covid è composto da persone di nazionalità straniera, la maggioranza dei quali non vaccinata. Si tratta di cinesi, ma non solo. Anche di bengalesi, pachistani e africani. «Abbiamo avuto l’impressione che - sottolinea Berti - spesso in questi casi, per un motivo o per un altro, ci sia un ricorso tardivo ai servizi sanitari». Anche all’ospedale di Pisa alcuni dei posti letto Covid sono occupati da stranieri non vaccinati, ma qui la percentuale è minore rispetto a Prato. «Siamo intorno a un 30 per cento - afferma il dottor Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive - . Ci sono persone originarie dell’est Europa, ma anche africani. Vediamo invece più raramente i sudamericani. Può non essere solo un problema organizzativo, ma anche una questione di diffidenza nei confronti del vaccino».

Come sappiamo nel momento in cui c’è un tampone positivo le aziende sanitarie avviano le operazioni di tracciamento per risalire ai contatti avuti dalla persone risultata contagiata. «In questo momento il tracciamento è più difficile rispetto al passato - dice Berti - . Quando eravamo nella fase del lockdown l’isolamento era normale. Ora la vita è ripartita e troviamo più reticenza a comunicare le persone con cui si è stati in contatto. Questo vale in generale, con gli stranieri la difficoltà è anche maggiore considerando le barriere linguistiche e culturali che spesso esistono. Ma stiamo garantendo tutti i tracciamenti». Attualmente non risultano, d’altra parte, problemi legati a eventuali focolai. Nel momento in cui questi si presentano, l’Asl agisce con due strumenti: tracciamento e isolamento. «Una cosa del genere è più probabile che accada laddove ci sono situazioni di sovraffollamento - conclude Berti -. Ma per adesso non c’è un allarme particolare. La preoccupazione, certo, in generale esiste sempre». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore