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L’amore è cominciato con uno scambio di biglietti alle scuole serali, poi 60 anni insieme. Ecco il racconto di una coppia inossidabile

Carlo Bardini
Domenico Burattini, 82 anni e Maria Assunta Strufaldi, 80 con la foto di loro da sposi
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Domenico Burattini, 82 anni e Maria Assunta Strufaldi, 80 con la foto di loro da sposi

Pistoia. Domenico e Maria Assunta hanno festeggiato le nozze di diamante: «Quello che conta è il rispetto reciproco»

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«Perché mi guardi sempre?» gli scrive su un biglietto durante la lezione alle scuole serali. «E te come fai a sapere che ti guardo?» le risponde lui di rimando. Si conoscevano ormai da tempo, ma forse l’amore, quello vero, è cominciato con questo scambio di biglietti durante le scuole serali, tramite un amico. Lo scambio di bigliettini, per comunicare tra amici o fidanzatini, ormai non fa più parte dei giorni nostri. Ma tanti anni fa era uno dei mezzi per approcciare il partner. Quell’amore acerbo, giovanile si trasformò in un fidanzamento che poi convolò a nozze. E dura ancora, inossidabile.

Tanto che pochi giorni fa Domenico Burattini, 82 anni, e Maria Assunta Strufaldi, 80, entrambi di Gavinana, un paesino del Comune di San Marcello-Piteglio in provincia di Pistoia, hanno festeggiato le nozze di diamante, ben 60 anni di vita assieme. Un traguardo importante che hanno condiviso con tutti i loro famigliari a Rimini. Non lo volevano far sapere a nessuno, forse in nome di una riservatezza che voleva essere semplice intimità, per ricordare un giorno speciale della loro vita. Ma i figli ci hanno messo lo zampino e "zitti zitti", hanno trasformato la messa di prima mattina in un secondo matrimonio, un pranzo al ristorante in una grande festa e come ciliegina sulla torta, un regalo davvero speciale: un video in cui parenti ed amici brindavano per Domenico e Maria, facendo loro gli auguri.

«Ci siamo conosciuti all’asilo e siamo cresciuti insieme- spiega la coppia - perché eravamo anche vicini di casa. Una volta adolescenti ci si vedeva in Piazza di Gavinana e si andava a fare una giratina. Fino a quando ci vedevano le nostre famiglie tenevamo un certo tipo di comportamento. Poi quando nessuno ci poteva più vedere allora ci prendevamo per mano. Ma erano altri tempi: eravamo controllati». «Poi l’accompagnavo a casa - racconta Domenico - e un pochino parlavamo fuori dalla porta. Un giorno suo padre ci disse che se dovevamo stare appoggiati al muro allora si poteva anche entrare in casa. Andai a fare "la parte in casa", come si usava dire allora e dopo due anni di fidanzamento ci sposammo. Ricordo ancora che invitammo 60 persone e il ristorante ci prese 1000 lire a testa».

Domenico ha fatto il fornaio una vita, prima a Gavinana e poi a Campi Bisenzio, con una partentesi in fabbrica alla Smi di Campo Tizzoro. Maria dopo aver lavorato sempre come operaia alla Smi, si occupò della casa e dei figli. «Un fornaio di Campi Bisenzio veniva a fare la stagione a Gavinana - spiega ancora Domenico - e laggiù cercavano dipendenti. Lui mi conosceva e mi offrì questa opportunità. Mi davano 4000 mila lire al giorno, che nel 1963 non si prendevano in due in fabbrica». In viaggio di nozze i due sposini andarono a Firenze e Roma. «A Roma ci successe che lei non la volevano fare entrare in albergo, perché era minorenne, visto che la maggiore età si compiva a 21 anni. Meno male che a Roma c’era una zia di Maria che aiutò a risolvere la questione...».

Domenico e Maria hanno sempre condiviso tutto. Una vita vissuta assieme tra le gioie e le difficoltà senza mai perdersi d’animo e col sorriso sulle labbra. Quattro figli (Moreno, Stefania, Cristina e Laura) e sei nipoti. «Noi siamo stati bene - spiega Maria- d’amore e d’accordo, qualche arrabbiatura ma alla fine non siamo mai andati a dormire tenendoci il muso. Quello che conta è il rispetto reciproco. E questa festa che ci hanno fatto per l’anniversario ci ha fatto davvero bene all’animo». Maria ha un viso solare e sorride sempre. Assieme al marito, mentre li intervistiamo, sta svolgendo mansioni nell’orto all’esterno della casa. I loro sguardi si cercano in continuazione mentre parlano della loro vita e si respira complicità. «Mio marito è l’uomo ideale, si ricorda tutte le ricorrenze, canticchia sempre, è allegro e adora le poesie del poeta di Gavinana Giuseppe Geri». Alla domanda quali sono i difetti reciproci, gli sposi si guardano ma non ne trovano. Intanto ricordano la commozione nata da quel video che raduna gli auguri di tanti amici. I figli hanno avuto davvero un pensiero speciale. Anche perché ora Domenico si rimetterà in contatto con i colleghi di lavoro che aveva smarrito. Ma alla fine qual è il segreto per vivere serenamente 60 anni insieme? E cosa possono dire alle nuove coppie? Domenico e Maria ci regalano una perla di saggezza, preziosa quanto vera nella sua semplicità, ma così difficile al giorno d’oggi da mettere in pratica "Tutti vi regalano rose, noi la forza di sopportare le spine».© RIPRODUZIONE RISERVATA

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