Il Tirreno

Toscana

garfagnana

Sì, si può fare: Matteo e quei 1400 chilometri sulla carrozzella

Luca Dini
Matteo Gamerro trasportato da amici e volontari sulla joelette giunta in Garfagnana
◗
Matteo Gamerro trasportato da amici e volontari sulla joelette giunta in Garfagnana

Ex atleta affetto dalla sla, ha deciso di fare un lungo viaggio dal Piemonte fino alla Puglia: in Garfagnana ha ricevuto una bella sorpesa

4 MINUTI DI LETTURA





Non riesce a parlare, ma i suoi occhi e la sua storia trasmettono un messaggio fortissimo: che «si può fare». È questo il motto di Matteo Gamerro, 42 anni, ex atleta, laureato, di Barone Canavese in Piemonte. Alle sfide Matteo c’è abituato da sempre, in particolare da quando nella sua vita è piombata la sclerosi laterale amiotrofica. Per testimoniare che «si può fare», sta portando in tutta Italia e anche in Garfagnana la sua grande forza. E il risultato è la fortissima emozione che trasmette a tutti coloro che incontra: come è accaduto ieri (sabato 25), in Garfagnana.

Matteo ha deciso di fare un lungo viaggio sul Cammino di San Michele, oltre 1.400 chilometri dal Piemonte fino a Monte Sant’Angelo in Puglia. Sotto il sole di fine settembre, oltre un centinaio di pellegrini lo hanno accompagnato ieri da San Michele (Piazza al Serchio) a Pontecosi (Pieve Fosciana): Matteo viaggia su un mezzo speciale, la sua joelette, una carrozzina adatta alle strade sterrate. A condurla ci sono suoi amici, parenti e tanti volontari che lo accompagnano nelle sue tappe. Con lui anche compagni di viaggio con altre disabilità. Dopo la partenza nel fresco mattutino, la comitiva di Matteo è arrivata a Pontecosi sotto un sole estivo. Lo hanno accolto l’arcivescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti e l’amico giornalista Sandro Vannucci, che sta curando il progetto del film sulla storia di Matteo: si intitolerà come il suo motto, «Si può fare», appunto.

Con Matteo, la mamma Teresina e il papà Roberto, tosti quanto lui nell’intraprendere questa avventura sulla Linea Sacra Micaelica partita a febbraio scorso, da Moncenisio, vicino alla loro abitazione. «Dopo aver attraversato la via del Volto Santo, variante montana della via Francigena che attraverso la Garfagnana e la Valle del Serchio raggiunge Lucca – spiegano i genitori – Matteo terminerà il suo 2021 a Roma. A maggio 2022 la parte conclusiva del viaggio con l’arrivo nel Gargano».

«Qui in Garfagnana – aggiunge papà Roberto – abbiamo ricevuto un’accoglienza fantastica, diciamo anche inaspettata. Non pensavamo di trovare così tante associazioni ad accoglierci ed è davvero bellissimo. Questi luoghi sono meravigliosi, abbiamo fatto dei sentieri davvero unici e siamo contenti di aver scoperto questa parte di Toscana con Matteo. I sentieri erano ben percorribili».

A San Michele in Garfagnana c’è stata anche una grande sorpresa per Matteo: sono venuti a trovarlo in joelette altre persone speciali come lui: Fabio Buriani, Giulio Puccini, Lorenzo Rocchiccioli e Alex Rossi, che abitano in Garfagnana: grazie al Cai Garfagnana hanno potuto usufruire di ulteriori due joelette messe a disposizione dal Cai di Carrara. L’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, ha atteso Matteo nell’ultimo tratto prima dell’arrivo a Pontecosi. «Un pellegrino speciale che ci sottolinea l’importanza che lungo un cammino si possono spostare tutti, che il cammino è a disposizione di tutti – dice il vescovo –. È un tema di sensibilizzazione molto forte perché la nostra società deve lavorare per abbattere le barriere architettoniche, l’accessibilità è fondamentale e ci deve essere un impegno comune. L’elemento dell’aiuto reciproco, poi, è sempre presente nel cammino che è strutturalmente una esperienza di solidarietà. È un grado forte di questa dimensione che esiste nel pellegrinaggio».

Prima di salire sulla grotta del San Magno, dotata di ascensore per raggiungere la sede del circolo culturale, Matteo è stato salutato dal sindaco di Pieve Fosciana, Francesco Angelini, e da Andrea Tagliasacchi, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana.

Sandro Vannucci, storico giornalista Rai, ha raccontato del film che sta nascendo da questo viaggio. «Lo scriverà Matteo – spiega – e sarà raccontato da una voce narrante. Matteo vuol comunicare a tutti che la vita va affrontata con questa forza. E noi non possiamo che essere affascinati da quello che Matteo riesce a fare, da questi oltre 1.400 chilometri che hanno unito tante persone. Ora chiuderemo il mese in Toscana, poi andremo a Roma a fine ottobre e infine il viaggio si chiuderà a maggio. A primavera faremo l’ultimo tratto in Puglia. Chiunque può unirsi a noi, oggi lo hanno fatto oltre cento persone e non possiamo che esserne felici». Stamani la partenza dai ruderi della chiesa di Santa Maria Maddalena, sulla strada per Montaltissimo in direzione di Cascio (comune di Molazzana), poi l’arrivo a Gallicano e Barga. Ultima tappa lunedì, partenza da Ghivizzano fino al Ponte del Diavolo, martedì l’ultimo tratto fino a Lucca e mercoledì cerimonia nella chiesa di San Michele. RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa