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Gkn, il bivio del ricorso Fiom: c’è uno spiraglio per i licenziati

Gkn, il bivio del ricorso Fiom: c’è uno spiraglio per i licenziati

I dipendenti accusano l’azienda di comportamento antisindacale, puntellando le loro rivendicazioni a varie e violazioni di legge

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FIRENZE. Ci sperano, certo, ma perfino gli operai della Gkn sanno che potrebbe non essere il tavolo di oggi previsto al ministero dello Sviluppo economico a decidere delle loro sorti. Neppure se questa volta l’interlocutore di governo, Regione e sindacati non sarà la Gkn Driveline, ma il fondo Melrose, il gruppo finanziario che di fatto ha deciso i 422 licenziamenti.

La procedura scade mercoledì e non c’è motivo di credere che oggi gli inglesi facciano un passo indietro, ritirando di fatto le mail con cui il 9 luglio scorso hanno scaricato i lavoratori e oltre 200 operai dell’indotto della fabbrica di semiassi. Servirebbe un miracolo, dato che da dieci giorni la Gkn Firenze è in liquidazione. Le speranze così ora sono tutte riposte nel ricorso presentato dalla Fiom al giudice del lavoro. I dipendenti licenziati accusano l’azienda di comportamento antisindacale, puntellando le loro rivendicazioni a varie e violazioni di legge che la Gkn avrebbe compiuto nell’avviare la procedura, una su tutte il mancato preavviso. «Poche settimane prima – ricordano dalla Regione – Gkn dichiarò che non sarebbe stato necessario neppure attivare gli ammortizzatori sociali». Eppure non è così semplice. Il sindacato sa che la decisione, attesa per domani, non è binaria: ragione ai lavoratori o all’impresa. Il giudice potrebbe riconoscere il comportamento anti-sindacale ma non annullare i licenziamenti, poiché la procedura, arrivata al termine, si sarebbe ormai chiusa. L’altra ipotesi a favore degli operai è invece che il giudice riconosca la violazione e annulli i licenziamenti.

Questo darebbe al governo margini maggiori per intervenire, perfino con una legge. Non tanto con il decreto Orlando-Todde sulle delocalizzazioni, per ora inapplicabile alla Gkn poiché non retroattivo. Ma con un decreto d’urgenza che allunghi i termini della procedura per i licenziamenti collettivi. Oggi la legge fissa 75 giorni, che scadrebbero appunto mercoledì, i lavoratori ne chiedono 260. Un decreto, anche questo – fanno sapere dal ministero del Lavoro – per ora impossibile da applicare a Gkn.

Intanto Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, sottolinea come sabato istituzioni e politica abbiano disertato il corteo di solidarietà: «A Firenze c’è stata una risposta corale che testimonia che i lavoratori e le lavoratrici della Gkn non sono soli nella loro battaglia. Non era scontato. Una cosa però mi ha colpito negativamente. Oltre al sottoscritto e ai sindaci di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio non ho visto altri parlamentari, esponenti politici e delle istituzioni». Non c’erano il sindaco Dario Nardella e il presidente Eugenio Giani, che sarà però oggi al ministero. «Qualcuno obietterà che il nostro ruolo deve esplicitarsi in altri luoghi. Certo – prosegue Fratoianni –, è vero, ma è ancora più vero che vi sia la necessità che la politica ricostruisca un rapporto reale e concreto con i lavoratori, le lavoratrici e con il loro mondo».

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