Il Tirreno

Toscana

Vertice in Regione: Mazzeo convoca i responsabili Asl Sicurezza, ci vuole un piano d’emergenza

Maria Meini
Renzo Berti, della task force sicurezza
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Renzo Berti, della task force sicurezza

L’idea: estendere il progetto pilota varato per le aziende cinesi di Prato

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FIRENZE. Serve un piano d’emergenza per la sicurezza sul lavoro. E serve subito. Il modello potrebbe essere il progetto pilota “Lavoro sicuro” messo in campo dalla Regione Toscana nel 2014 per le aziende cinesi.

Giuseppe Siino come Luana D’Orazio: la morte dell’operaio 48enne dell’Alma di Campi Bisenzio stritolato tra i rulli delle moquette evoca lo strazio di Luana, l’operaia di 22 anni, ingoiata da un orditoio a Prato. Ieri, 18 settembre Giuseppe, 3 maggio Luana. Un filo rosso lega le due vite spezzate mentre erano al lavoro. E morire di lavoro, anche in Toscana, è purtroppo una triste realtà. Una strage inaccettabile: da gennaio a ieri le vittime di infortuni mortali sul lavoro sono 25. «Una conta macabra che ci addolora profondamente e ci atterrisce. Ora tutto il nostro impegno deve concentrarsi nell’interrompere questa catena di dolore», afferma il presidente della Regione Eugenio Giani. «Gli investimenti, i controlli e le sanzioni devono diventare la nostra ossessione – dice Giani –. Siamo di fronte a un’emergenza nazionale. Dobbiamo accelerare l’impegno e arrivare a risultati concreti». Una «strage di fronte alla quale non è possibile aspettare un minuto di più», sostiene anche il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, che pochi giorni fa, con il presidente della commissione Sanità Enrico Sostegni, aveva annunciato di voler convocare tutti i responsabili sicurezza delle Asl per aprire un focus interno alla commissione e «intervenire subito per mettere fine a questa insopportabile tragedia».

«Queste perdite di vite umane – afferma Mazzeo – ci dicono che serve assolutamente intervenire ancora con più forza in prevenzione, formazione e sicurezza. Le risorse da destinare a questo settore non possono essere considerate costi, ma investimenti a tutela del sacrosanto diritto al lavoro e alla vita». Serve un piano d’emergenza dunque per la sicurezza sul lavoro in Toscana. Lo conferma un tecnico esperto come Renzo Berti, coordinatore del progetto pilota “Lavoro sicuro” varato nel 2014 dalla giunta di Enrico Rossi dopo la tragedia di Prato quando nel dicembre 2013 morirono sette operai in una fabbrica cinese. In due anni sono state controllate ben ottomila aziende. Tutte quelle del distretto tessile tra Prato, Empoli, Firenze e Pistoia a conduzione cinese. «La prevenzione è l’aspetto fondamentale – spiega Berti – perché la sicurezza non si fa solo con la repressione. Ben vengano i controlli, ma bisogna agire anche sulla mentalità, delle aziende e dei lavoratori. E per fare prevenzione ci vogliono tecnici formati e investimenti». La Regione destina il 5% del bilancio alla prevenzione per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il progetto “Lavoro sicuro” è stato concretizzato grazie a una task force di 74 tecnici della prevenzione assunti con concorso. Un progetto straordinario che ha agito su più livelli di ispezione ed ha portato a comminare sanzioni per 19 milioni di euro. La giunta Giani ha confermato il progetto per altri tre anni. «La situazione generale è migliorata dal 2013 – commenta Berti – : il numero degli infortuni è calato, purtroppo invece aumentano gli infortuni mortali». RIPRODUZIONE RISERVATA

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