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Toscana

dopo le sospensioni

Medici no-vax, chi si ravvede potrà essere reintegrato

Mario Neri
Medici no-vax, chi si ravvede potrà essere reintegrato

Una linea applicata in molte regioni e decisa dall’assessorato di Simone Bezzini anche per scongiurare il caos innescato dalle assenze prodotte dalle sospensioni.

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FIRENZE. Severità, ma non una cieca durezza. La applicherà la Toscana con medici, infermieri e addetti della sanità sospesi perché non si sono vaccinati ma che adesso mostreranno un “ravvedimento”.

Chi infatti deciderà di vaccinarsi dopo il provvedimento di sospensione emanato dalle Asl e dagli Ordini professionali potrà essere reintegrato al lavoro non appena avrà completato il ciclo vaccinale. Tradotto: tecnicamente in 21 giorni i no-vax pentiti potranno tornare in corsia.

Una linea applicata in molte regioni e decisa dall’assessorato di Simone Bezzini anche per scongiurare il caos innescato dalle assenze prodotte dalle sospensioni.

Ogni Asl, una volta che fosse diventata definitivo l’allontanamento del professionista, avrebbe dovuto far partire le procedure di assunzione, ma prima di completare l’iter si sarebbe dovuto attendere tempi tecnici di alcuni mesi perché si perfezionassero i licenziamenti.

Con il reintegro in molti casi nel giro di un mese, gli organici potrebbero tornare alla normalità. In Toscana sono 378 i dipendenti della sanità pubblica non vaccinati, ma se si allarga il campo alle Rsa e alle strutture private e convenzionate o ai liberi professionisti diventano migliaia: 1.400 nell’area Nord ovest, 1.900 nell’Asl centro, 1.200 nella Sud est.

E oltre mille sono i casi di persone che hanno inviato un certificato di esenzione che dovrà essere valutato dalle Asl.

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