Sicurezza
Il sogno coronato da una coppia di Massa: vivere in Islanda nel Van comprato con i risparmi
Due giovani, quattro ruote al posto della casa e un desiderio da realizzare: ecco come ci sono riusciti
Con i risparmi messi insieme si sono comprati un Van degli anni Novanta e ne hanno fatto la casa dei loro sogni, quella che gli permette di girare l’Islanda, lavorando. Due giovani, quattro ruote al posto della casa e un sogno. Certo, i risparmi sono quelli che sono, non certo quelli di una vita. Ma cos’è il denaro di fronte agli orizzonti plasmati dal mare, dal ghiaccio e dalla lava di uno dei luoghi più suggestivi della Terra?
Così Pietro Porcu, 26 anni, e Nicole Santeri, che di anni ne ha 23, si sono messi in viaggio partendo da Massa. Ora sono in Islanda e hanno due lavori: nella cucina di un museo che fa servizio di ristorazione e in quella di una guest house. Lui è di Massa, Nicole è originaria di Pietrasanta, ma da una decina di anni residente a Massa. Da allora conosce Pietro ed insieme sono partiti dalla provincia apuana a bordo del Van lo scorso 27 giugno e sono arrivati in Danimarca il 29. Da qui il primo di luglio sono saliti a bordo di un traghetto diretto nella terra del ghiaccio e del fuoco. Un viaggio lungo per la coppia, che avrebbe voluto fermarsi una settimana alle isole Faroe, ma per colpa dei problemi al furgoncino ha dovuto fare una corsa contro il tempo proprio nel bel mezzo della camperizzazione della loro casa su ruote che è diventata il loro nido d’amore, il mezzo grazie quale stanno vivendo il loro sogno: avere un lavoro in Islanda che gli consenta di girarla senza spendere soldi in hotel e ristoranti.
Un viaggio da oltre cinquemila chilometri, senza contare le sei ore di guida che li separavano da Bùoardalur, il paese da circa trecento anime ad ovest dell’Islanda, dove Pietro e Nicole stanno facendo la cosiddetta stanza. La corsa contro il tempo, la ruggine nel Van, un Ford Transit degli anni Novanta nelle parole di Pietro e Nicole: «Noi stavamo cercando un Van che fosse pronto a partire – raccontano i due ragazzi –che fosse comunque comodo, e in buone condizioni per l’interno sapevamo che avremmo dovuto farlo a nostro piacimento, almeno la meccanica però funzionante, da partire entro un mese. Noi volevamo tornare a lavorare in Islanda, come lo scorso anno, e così ci siamo detti perché non andarci con il nostro Van, che non paghiamo affitti e ce la possiamo girare tutta?». Purtroppo il mezzo ha avuto necessità di riparazioni impreviste. Ma questo non ha scalfito la determinazione dei due giovani massesi. «L’abbiamo rimesso a nuovo grazie ad amici, parenti e vicini di casa che ci spronavano per finirlo in tempo – proseguono – e li ringraziamo perché il nostro budget era quello che era, questa sfida ci ha fatto capire che come noi, tanti altri credevamo in noi. L’Islanda è molto costosa– aggiunge Nicole – e se uno arriva già con la sua casa su ruote è molto più facile».
Pietro e Nicole ce l’hanno fatta: «Trovare lavoro in Islanda è abbastanza facile – proseguono – bisogna essere sempre sul posto però, se uno cerca lavoro da fuori dall’Islanda non ti prenderanno troppo sul serio perché finché non sei sul territorio loro non possono sapere se tu ci sarai veramente. Una volta che ci sei basta fare due chiacchiere e ti diranno dove cercano personale. E alla fine del periodo ti offrono altri lavori. L’unica cosa è che devi sapere bene l’inglese, a meno di non conoscere l’islandese, lo parlano praticamente tutti e in ogni posto. In qualsiasi luogo di lavoro».
A differenza dello scorso anno Pietro e Nicole non sono arrivati con un aereo. E la prospettiva cambia: «A differenza dell’altra volta – raccontano – che eravamo arrivati in aereo e sotto abbiamo visto la landa, stavolta arrivando con la nave la prima cosa che abbiamo visto sono stati i fiordi. Lo spettacolo più scenico del mondo, fiordi altissimi, verdissimi, con le cascate, la neve a macchie. E poi fattorie mezze abbandonate in mezzo al niente e con un sole bellissimo, raro da vedere in Islanda. Il primo giorno che siamo arrivati ci ha accolto un sole incredibile. Questa estate è stato registrato il record di caldo, era dal 1939 che al nord non si registrava la temperatura da 29 gradi punto 9. Siamo venuti con il Van per viverci dentro. Abbiamo l’elettricità, i pannelli solari, le luci, il frigo, la stufa a gas per cucinare, quella per riscaldarci, il letto che diventa divano, un bagno chimico per le emergenze. Gli altri giorni il furgoncino è dentro il giardino di un nostro collega, di fronte al mare e a due minuti a piedi dal lavoro. Viviamo in una piccola comunità ci si aiuta tutti». Una comunità che per Pietro e Nicole sta, pian piano, diventando casa.
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