Attenzione
Dopo 12 anni Flachi torna a giocare: «È come rinascere»
L'ex attaccante di Fiorentina e Sampdoria squalificato per doping nel 2010 riparte dai dilettanti nel campionato di Eccellenza
C’è chi gli scarpini li attacca al chiodo per sempre e chi se li rimette ai piedi. Ed è come nascere una seconda volta quando si torna a giocare nei campi di calcio. È come riacquistare di colpo la gioventù perduta.
Francesco Flachi, 46 anni fiorentino, promessa della Serie A passando dalla Fiorentina, dal Napoli, dalla Sampdoria, dall’Empoli e dal Brescia, finito nel “tritatutto” del calcioscommesse prima nel 2006 e del Tribunale nazionale antidoping poi, torna sul campo di gioco. La data è fissata: gennaio 2022 quando scadrà la squalifica dei dodici anni inflittagli nel 2010 dalla Figc.
Ora è arrivata la seconda chance per correre ancora sui campi di calcio, per le cronache nel campionato di Eccellenza con il Signa Calcio 1914. Mica è facile, però, a 46 anni, correre e calciare come un giovane anche se Francesco Flachi in tutti questi anni ha continuato ad allenarsi. A correre, a sudare, a crederci.
Il Signa Calcio 1914, alle porte di Firenze, lo ha ingaggiato senza pensarci due volte, perché fra qualche mese, “Flachi goal”, eroe della curva doriana a Genova, tornerà a giocare.
«Mi sto allenando, lo faccio da molto, non ho mai smesso. Vedrò di riuscire a giocare almeno mezz’ora nella mia zona di sempre, fra le mezze punte e le punte. Mi guardo allo specchio, sono il Flachi con 46 anni di età, non più un giovanissimo».
Flachi era un bomber irrequieto che portava addosso il numero 10. Nella Sampdoria è stato il terzo marcatore di sempre, dietro solo a Mancini e Vialli. Poi il calcioscommesse nel 2006 e la prima squalifica. Ed ancora nel 2009, dopo la partita con il Modena, il giocatore fiorentino viene trovato di nuovo positivo alla cocaina dagli esami antidoping. Era già accaduto nel 2007. Recidiva senza appello: il tribunale nazionale antidoping lo punirà nel 2010 a dodici anni di allontanamento dal gioco del calcio.
«Ho sbagliato io e ho pagato. Per cinque anni ho rigettato il calcio. Non volevo sentire o parlare di calcio in nessun modo e stavo male a vedere amici e colleghi che andavano a giocare», dice ancora oggi, con qualche capello bianco in più da quegli anni. «Certo ho 46 anni ma almeno 20-30 minuti a pieni giri penso di sostenerli», dice ancora.
E a rivedere i goal di Francesco Flachi nei primi anni duemila, con le sue sforbiciate o i tiri da fuori area ad insaccare la rete, il Signa potrebbe avere il Jolly in tasca per risolvere tante cose nel campionato di Eccellenza. Classe 1975, Francesco Flachi giocherà con ragazzi che hanno 18, 17 anni. «Ma il calcio è vita. Non sarei mai riuscito a rimanere lontano dallo spogliatoio e dal campo. Ora è questione di mesi e non posso rimanere fuori da questo mondo, è il mio mondo, quello in cui sono nato», ripete il nuovo Flachi che sta per uscire dal Purgatorio. Parla di calcio come se parlasse della placenta materna. Si allena, fa palestra, massaggi sportivi.
«Cercherò di dare insegnamenti di tecnica ed esperienza, e già da anni mi occupo come collaboratore del settore giovanile del Signa. Poi farò spogliatoio, che è importantissimo».
A volere il ritorno in campo di Francesco Flachi sono stati soprattutto un amico e il presidente del Signa 1914, Andrea Ballerini. «Sono stati loro – spiega il calciatore – per me è come rinascere, ritoccare da giocatore il tappeto verde, la porta, attaccare. Do sempre il massimo a tutta spinta, ma ora devo stare un po’ più calmo e attento, ho 46 anni. Non devo esagerare insomma», ripete. Ma il calcio è l’insieme di tante contraddizioni, obiettivi raggiunti, mancati e passioni. È storia delle persone, vissuto reale.
«Cosa ho nel cuore? La Fiorentina prima di tutto e poi sì professionalmente la Sampdoria dove sono cresciuto di qualità come calciatore e dove ho un rapporto bellissimo ancora oggi con la tifoseria. Il resto è storia nota, ho sbagliato», commenta senza giustificarsi.
Ma a gennaio, fra qualche mese una nuova vita calcistica ci sarà anche per Francesco Flachi, turbolento bomber numero 10. Un nuova vita a cancellare dodici anni di allontanamento dai campi di gioco.
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