La manifestazione
I no-vax e l'editoriale del direttore: gli interventi dei lettori e le risposte
Renzi, Salvini e ciò che li accomuna
Sul Tirreno, nel suo editoriale domenicale, il direttore Stefano Tamburini parla dei deliri dei no vax. Un commento ampiamente condivisibile, salvo che poi, verso la fine, Tamburini cade nel suo delirio contro Renzi. Lo accomuna a Salvini per alcune idee aperturiste di più di un anno fa. Era un’altra situazione. Ora Renzi è esplicitamente pro vax, è per l’obbligo vaccinale, è sempre stato per la scienza. Attaccare Renzi su questo vuol dire proprio avere i paraocchi anti-renziani. Vedo poi che Tamburini va alla festa di Articolo 1 a intervistare lo skipper D’Alema e tutto torna. La sinistra dei salotti, la sinistra di Capalbio, la sinistra che fa vincere la destra. Povera Italia.
Luigi Caioli
Ringrazio Caioli per l’intervento nel quale condivide gran parte del mio editoriale. Nel finale critica, senza negarla, la comune battaglia “aperturista” di Salvini e Renzi nella fase della prima emergenza. Purtroppo, è un dato di fatto. A Caioli sfugge però che ho parlato di richieste “parallele” (e dunque non in comune) e non ho fatto alcuna considerazione sull’essere pro o no-vax dell’uno e dell’altro in questa fase. Quanto alla mia presenza alla festa di Articolo 1 per un’intervista pubblica a Massimo D’Alema, rammento che nelle ultime settimane ho intervistato pubblicamente – fra gli altri – anche la ministra Maria Stella Gelmini (Forza Italia), il vice ministro alle Infrastrutture Alessandro Morelli (Lega), il sottosegretario ai servizi segreti ed ex capo della polizia Franco Gabrielli; il presidente della Commissione Esteri della Camera, Piero Fassino (Ds). Considero dunque una forzatura (spero non in malafede) voler legare una mia presenza su un palco a un atteggiamento anti-renzista precostituito. Si tranquillizzi e magari legga meglio anche gli altri miei interventi: accostarmi alla sinistra di Capalbio è veramente una irrealtà perché non ne ho parlato bene una volta. Le parole e gli scritti restano e gli archivi del Tirreno sono a sua disposizione per un ripasso. La prossima volta si potrà presentare più preparato, senza deliri e paraocchi.
(s.t.)
***
Le parole al vento di un no-vax
Tutto quello che ci hanno detto poi lo hanno sempre regolarmente smentito. Di tutto detto, di più ribaltato. Tuttora procedono a caso, e noi dovremmo correre a vaccinarci in un contesto del genere! Per questo inaccettabile è l’obbligo comunque sia, subdolo o esplicito, con responsabilità a carico… delle vittime! E dover anche sentir dire che «i giovani sono stati più sensibili e più responsabili»!
Come no, proprio loro sarebbero stati i più penalizzati, estremamente tartassati, praticamente messi in condizione di non vivere, assai e assai peggio dei grandi, per ovvie ragioni. Altro che sensibili e responsabili loro: mistificatori e spudorati quelli che lo affermano! E vorrebbero persuadere le persone con questi argomenti? Non esistono No Vax, esistono no vax covid: perché questo è tutto fuorché un vaccino!
lorenzetti.nove@gmail.com
Questa lettera andrebbe semplicemente messa nel cestino dei rifiuti, perché a ogni riga c’è una mistificazione, una bugia, una falsa notizia. Ho deciso di offrirla comunque ai lettori come esempio concreto di cosa può emergere quando ci si abbevera dal flusso degli untori della piena disinformazione. La chicca finale («questo è tutto fuorché un vaccino») è la degna conclusione. È la negazione pura della verità. Espressa peraltro da chi di vaccini non sa proprio niente. Anzi, ancora meno di niente. E però vuole parlare: semplicemente per dire che uno più uno fa tre. E su questo vorrebbe pure aprire un dibattito.
(s.t.)
***
Il governo faccia di più
Caro direttore, ho letto e apprezzato, come sempre, il suo intervento sul Tirreno. Da attento (credo) osservatore della società, dico di più: ho timore che sul fronte vaccini sia necessaria una presa di coscienza chiara e ulteriore: chi non si è vaccinato, non si vaccinerà. I nostri governanti dovrebbero iniziare quindi a riflettere, non più su come convincere chi ancora fa resistenza, ma quanto si potrà ancora rimandare l’obbligatorietà per tutti. La ringrazio ancora per la sua presenza alla Versiliana, per il suo lavoro e le auguro una buona giornata. A presto e cari saluti.
David De Filippi
***
La democazia è un diritto
Condivido pienamente quanto scrive il direttore del Tirreno Stefano Tamburini nel suo editoriale “Buona Domenica”. Dovrei soltanto fare due osservazioni: il detto che recita: “La mamma dei cretini è sempre incinta” è a tutt’oggi più che mai valido e attuale, ma lo è altrettanto quello che recita “la democrazia è anche il diritto di esistere per gli imbecilli”.
Roberto Bianchi (Lucca)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
