Lutto
Gkn, è ancora scontro tra società e sindacati. Niente di fatto al tavolo del ministero
La Fiom: "Senza ritiro dei licenziamenti non si comincia a trattare". Gkn: "Abbiamo proposto la cassa integrazione e la riconversione dello stabilimento"
E' ancora scontro nella vertenza Gkn tra società e sindacati. All'incontro di oggi sulla vertenza Gkn con il Ministero del Lavoro, il Mise e la Regione Toscana Gkn ha messo sul tavolo la cassa integrazione ma non ha ritirato i licenziamenti, pregiudiziale per l'apertura delle trattative per il sindacato. Il gruppo Melrose ha dato inoltre la disponibilità per una riconversione dello stabilimento. Adesso tutto passa al giudice del lavoro che dovrà valutare, il 9 settembre, se c'è stato comportamento antisindacale e quindi se la procedura potrà essere sospesa e ripartire dall'inizio. Unico modo, a questo punto, per far sì che la bozza di legge Orlando-Todde in preparazione possa venire applicata anche a Gkn con un iter diverso rispetto a quello previsto oggi per legge.
"Nell'ambito della procedura amministrativa prevista dalla legge 223 - dichiarano in una nota congiunta il segretario nazionale della Fiom-Cgil e responsabile automotive, Michele De Palma, e il segretario generale Fiom-Cgil Firenze e Prato, Daniele Calosi - abbiamo ribadito la richiesta di ritiro della procedura di licenziamento collettivo avviata dall'azienda e il conseguente utilizzo delle 13 settimane di cassa integrazione previste dall'avviso comune sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, dal Governo e dalle parti datoriali".
La Fiom ribadisce inoltre che "non accetterà nessuna soluzione che ruota intorno alla cassa integrazione per cessazione di attività perché ci sono tutte le condizioni per la continuità produttiva e occupazionale. La trattativa non è ancora realmente partita perché l'azienda non ha tolto dal tavolo i licenziamenti come pregiudiziali a qualsiasi negoziato. Al fine di rimuovere le pregiudiziali e con l'obiettivo di riportare l'azienda al rispetto delle norme, accordi e avvisi comuni in un momento difficile per il nostro Paese, la Fiom ha presentato un articolo 28 per condotta antisindacale".
E' necessario, proseguono De Palma e Calosi, "aprire un confronto urgente e libero eliminando il ricatto occupazionale. "Chiediamo alle istituzioni nazionali e territoriali di continuare nel sostegno della vertenza e nel supporto dei lavoratori chiedendo il ritiro della procedura e l'attivazione della cassa ordinaria.Il confronto amministrativo si chiuso con la dichiarazione inviata dalla Fiom alle istituzioni e all'azienda e con l'impegno dei Ministeri competenti di riconvocare il tavolo in presenza per continuare il confronto".
Pronta la replica di Gkn:
"I vertici di GKN Driveline Firenze spa - scrivono - hanno partecipato i al primo incontro della fase amministrativa della procedura di licenziamento collettivo convocato dal Ministero del lavoro. La società ha purtroppo dovuto registrare un atteggiamento di totale chiusura da parte del sindacato, che si è dichiarato indisponibile ad ascoltare l’articolata proposta di accordo elaborata dal management a valle delle interlocuzioni tecniche avute con le istituzioni dopo l’incontro del 4 agosto; proposta che, tenendo conto della cessazione dell’azienda e dell’avvio dell’iter di liquidazione dell’impresa, si pone l’obiettivo di introdurre soluzioni concrete e migliorative rispetto alle norme in vigore per mitigare il più possibile l’impatto sociale derivante dalla decisione relativa al sito di Campi Bisenzio".
"La proposta aziendale, che i vertici della società si sono più volte dichiarati pronti a illustrare – consci che il tempo della procedura aperta giungerà a scadenza il prossimo 22 settembre – prevede in estrema sintesi l’accesso a un percorso di cassa integrazione per cessazione attività, con lo scopo di implementare importanti misure di ricollocazione delle persone, anche di carattere economico, grazie all’operato di primari player di settore, i cui costi saranno integralmente sostenuti dalla società. Inoltre, la proposta di GKN Driveline Firenze prevede, tra le altre cose, l’avvio di un processo di riconversione industriale del sito produttivo, mediante affidamento di un mandato specifico a un primario advisor, il tutto con l’obiettivo di salvaguardare per quanto più possibile i livelli occupazionali e la continuità retributiva.
"Pur nel pieno rispetto della posizione delle organizzazioni sindacali, la società auspica tuttavia che la propria proposta possa essere discussa e valutata nel dettaglio quanto prima, già nel corso dell’incontro in presenza che il Ministero del lavoro si è dichiarato pronto a convocare nei prossimi giorni, nella consapevolezza che le misure elaborate possono fornire un concreto supporto alle persone sia sul piano economico che occupazionale, limitando gli impatti sul territorio derivanti dalla cessazione dell’attività d’impresa".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
