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l'inchiesta

Keu, i veleni fino a Bucine: il sindaco blocca la costruzione delle villette

Scavi lungo la strada regionale 429 per il Keu smaltimento abusivo fanghi conciari
Scavi lungo la strada regionale 429 per il Keu smaltimento abusivo fanghi conciari

Il sindaco Nicola Benini: "C'è l'arsenico nella terra, non si può ragionevolmente provvedere al collaudo delle opere indispensabili per il successivo rilascio dei titoli abilitativi edilizi"

29 agosto 2021
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AREZZO. Piano piano, i veleni riaffiorano. Così come li ha disegnati la mappa delle accuse. Lentamente, le ipotesi diventano fatti e la Toscana dei veleni non più soltanto una suggestione giornalistica ma un’emergenza ambientale. Finora i periti della procura di Firenze e della Direzione distrettuale antimafia avevano rintracciato sostanze inquinanti provenienti dallo smaltimento illegale delle scorie delle concerie nell’Empolese, nel Pisano e a Massarosa.

Da ieri il Keu è uno spettro che si allunga anche sull’Aretino. Il Comune di Bucine infatti ha sospeso il collaudo delle opere di urbanizzazione di una lottizzazione a villette dove è stato trovato arsenico. Il dato è emerso proprio in seguito agli sviluppi dell’indagine della Dda di Firenze che ha portato ad arresti e sequestri in Toscana per traffico e smaltimento illecito di rifiuti nell’ambito di infiltrazioni della’ndrangheta nei lavori stradali e del movimento terra.

Il sindaco Nicola Benini spiega che «a fronte della richiesta di collaudo delle opere di urbanizzazione avanzata dal titolare del cantiere privato, visto che l’area era stata oggetto di prelievi di campioni da parte della procura, l’ufficio tecnico comunale ha acquisito elementi conoscitivi utili a tracciare il quadro della vicenda. Al momento, sulla scorta dei dati acquisiti, non si può ragionevolmente provvedere al collaudo delle opere indispensabili per il successivo rilascio dei titoli abilitativi edilizi». Il sindaco aggiunge che «nei prossimi giorni, il tavolo regionale con Arpat ed i comuni interessati alle indagini, fornirà i dati precisi su quanto emerso e le indicazioni sulle misure da prendere. Ovviamente siamo preoccupati e continueremo a vigilare con la massima attenzione e cautela, nell’interesse della salute pubblica». La Dda ha raccolto i primi dati sull’inquinamento ambientale causato in varie località della regione dallo smaltimento di rifiuti speciali, in particolare provenienti dai reflui delle concerie di Santa Croce sull’Arno (Pisa) contenenti alte concentrazioni di cromo e altre sostanze chimiche nocive. Nella lottizzazione di Bucine sono emersi i valori più gravi, a partire dall’arsenico ma anche per altre sostanze inquinanti al punto che sarà necessario fare prima possibile una bonifica.

Altre località della Toscana dove i primi risultati hanno mostrato smaltimento tale da causare inquinamenti ai terreni sono a Crespina Lorenzana (Pisa), dove il Keu di scarto delle lavorazioni alle concerie sarebbe andato nel riempimento di scavi per lavori all’acquedotto, poi un’area agricola a Massarosa (Lucca) e il terrapieno di rimpimento della strada regionale 429 nell’Empolese Valdelsa. Si tratta di migliaia di tonnellate.

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