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Toscana

Mario Tuti e il raduno di Casa Pound: revocata la licenza straordinaria

Mario Tuti nel circoletto rosso al raduno di Blocco studentesco (foto da Facebook)
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Mario Tuti nel circoletto rosso al raduno di Blocco studentesco (foto da Facebook)

Il provvedimento avviene proprio nel giorno delll'anniversario della rivolta al carcere di Porto Azzurro che fu guidata proprio dal terrorista empolese

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Il tribunale di sorvegliana di Roma ha revocato la licenza straordinaria a Mario Tuti, il terrorista originario di Empoli. Ne dà notizia Rai News. La revoca della licenza, concessa a Tuti nell'ambito del regime di semilibertà, arriva dopo la bufera che si è scatenata per la partecipazione dell'ergastolano ad un campus di Casa Pound.

La revoca avviene nel giorno dell'anniversario della rivolta al carcere di Porto Azzurro guidata proprio da Mario Tuti.

LA STORIA

Mario Tuti, geometra empolese, fondatore di Fronte Nazionale Rivoluzionario, movimento di lotta armata ispirato alla repubblica sociale di Salò (fascistissima), la sera del 24 gennaio 1975, durante una perquisizione domiciliare, a Empoli, ammazza due agenti di polizia e ne ferisce in modo grave un terzo. Una tragedia mai superata per la città.

Neppure l’arresto di Tuti, dopo pochi mesi di latitanza, cicatrizza la ferita di Empoli. Né ferma la sua carriera criminale: commetterà un altro omicidio in carcere e sarà fra i protagonisti, appunto, della rivolta del carcere di Porto Azzurro. Nel 2004, comunque, ottiene la semi-libertà. E da allora di frequente viene intercettato in situazioni legate alla destra estrema. Il 28 novembre 2018 a Lucca, Tuti si fa fotografare (in un garage) con un gruppo di ragazzi che vengono indagati per un’adunata nazi-fascista in Brancoleria. L’addestramento in divisa da SS degli amici camerati toscani (e lombardi) nel giorno di Befana lungo la linea gotica sopra le colline di Lucca non passa inosservata. Anche perché i ragazzi ritratti con Tuti sono gli stessi che il 27 gennaio 2019, giorno della Memoria, organizzano un raduno nazista sull’Appenino emiliano a Cà di Berna, località di Lizzano in Belvedere, nel Bolognese, sede di un eccidio (impunito) il 27 settembre 1944. P

oche settimane fa la partecipazione al campo estivo del movimento Blocco studentesco.

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