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In arrivo in Toscana i profughi afghani. Saranno sistemati in hotel a Montecatini, Chianciano e Firenze
La Regione ha dato la disponibilità per 200 posti. Ecco come verrà organizzata l'accoglienza
FIRENZE. La Toscana è disponibile ad accogliere 312 persone in fuga dall’Afghanistan dopo la presa del potere da parte dei Talebani. Una parte arriveranno martedì 23 agosto. Ci sono a disposizione 200 posti per coloro che devono sottoporsi ai dieci giorni di quarantena e 112 posti per un periodo di permanenza più integrato, per chi avrà una protezione più alta e l’esigenza di integrarsi per un lungo periodo nel nostro paese. Gli alberghi sanitari che offrono i 200 posti per la quarantena sono stati individuati a Montecatini (due strutture), Firenze e Chianciano.
È quanto emerge dal tavolo di coordinamento sull’emergenza umanitaria afghana che si è tenuto a Palazzo Strozzi Sacrati, la sede della giunta regionale, tra Regione, prefetture, le sezioni toscane dell’Associazione dei comuni e dell’Unione delle province. Vi hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessore regionale all’immigrazione e alla sicurezza Stefano Ciuoffo, l’assessora alla protezione civile Monia Monni, la prefetta di Firenze Alessandra Guidi, il presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, il direttore di Anci Toscana Simone Gheri e il responsabile immigrazione dell’associazione dei comuni toscani e sindaco di Scandicci Sandro Fallani. I fuoriusciti che la Toscana è disposta ad accogliere sono afghani che nel corso degli ultimi vent’anni hanno collaborato con la missione italiana Nato in Afghanistan e che ora rischiano la vita se rimarranno intrappolati in quel paese.
«Centocinquanta posti sono stati già trovati, cinquanta sono in via di acquisizione», spiega l’assessora Monia Monni. È il dipartimento regionale della protezione civile, in collegamento con il dipartimento nazionale, a gestire la distribuzione degli afghani per i dieci giorni della quarantena. La Toscana, al pari del Piemonte, ha dato la disponibilità per 200 posti. «Gli alberghi sanitari che accoglieranno gli afghani – dice il presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini – sono pagati tramite una convenzione con la Regione. Alla fine della quarantena gli afghani possono rimanere in Toscana oppure passare in un’altra regione». I posti per una permanenza lunga possono essere trovati dopo il periodo di quarantena o non appena arriveranno per coloro che hanno collaborato in maniera più stretta con le forze italiane durante la missione in Afghanistan. Ma per garantire un inserimento più stabile c’è bisogno dell’ampliamento del sistema di accoglienza “Sai”. E qui entrano in ballo i Comuni toscani. Sono 39 quelli che hanno dato la disponibilità. «Al momento abbiamo nel programma oltre 1500 profughi provenienti da varie parti del mondo. Chiediamo al governo l’autorizzazione di oltre 100 posti in più», chiude il presidente Giani.
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