Il Tirreno

Toscana

IL BRACCIO DI FERRO

L’Asl Toscana centro avverte 140 dipendenti: prima dose subito o stop allo stipendio

Massimo Donati
L’Asl Toscana centro avverte 140 dipendenti: prima dose subito o stop allo stipendio

Dopo il caso dell’infermiera che a Pistoia ha contagiato cinque pazienti, partono gli avvisi di accertamento che preludono alla sospensione

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Tecnicamente si chiamano “accertamenti di inadempienza”. In pratica sono il preludio alla sospensione dal lavoro di quei medici, infermieri e operatori sociosanitari che, senza alcuna giustificazione per l’esenzione, ancora non si sono vaccinati contro il Covid 19. Sono 140 gli avvisi inviati in questi giorni per inadempienza dell’obbligo vaccinale ad altrettanti dipendenti dell’Asl Toscana centro, sia personale sanitario sia operatori di interesse sanitario, come sono gli Oss.

Oltre che ai diretti interessati, gli avvisi arriveranno anche al datore di lavoro (in questo caso l’Asl stessa) e, per i dipendenti per i quali è obbligatoria l’iscrizione, ai rispettivi ordini professionali. Che potranno fin da subito far scattare, da una parte, la sospensione dal lavoro, qualora non sia possibile destinarli a funzioni d’ufficio, e, dall’altra, la sospensione temporanea dell’iscrizione all’albo, che comporta l’impossibilità di esercitare la professione anche in ruoli non operativi.

Questa la prima novità scaturita dall’incontro che ieri la direzione dell’Asl Toscana centro ha avuto con le organizzazioni sindacali delle province di sua competenza (Pistoia, Prato e Firenze). Vertice convocato d’urgenza alla vigilia della pubblicazione da parte del Tirreno della notizia del contagio, da parte di un’infermiera non vaccinata, di cinque pazienti ricoverati nel reparto di chirurgia A dell’ospedale San Jacopo di Pistoia. L’Asl ha fatto un quadro dell’applicazione del decreto legge, che, da aprile scorso, ha disposto l’obbligo vaccinale per chi esercita la professione sanitaria.

In base ai riscontri fatti dalla Regione incrociando i dati dell’anagrafe vaccinale con quelli dell’anagrafe dei dipendenti Asl, è emerso che attualmente sono 725 i non vaccinati che operano con funzioni sanitarie (esclusi quindi gli amministrativi e gli agenti tecnici, come potrebbe essere un custode, che non hanno alcun obbligo). Risultato trasmesso al dipartimento prevenzione dell’Asl, che ha svolto i necessari approfondimenti invitando i dipendenti a chiarire il motivo della mancata vaccinazione. Richiesta inviata in primis a coloro che sono dotati di una casella di posta certificata.

A rispondere sono stati in 358: chi dicendo di essersi nel frattempo vaccinato, chi di aver già prenotato, chi allegando la certificazione medica di ritardo o omessa vaccinazione, chi di aver nel frattempo cambiato mansioni. Alla fine, gli inadempienti, per i quali è scattato l’avviso, sono risultati 140. Per il momento.

Sono in via di conclusione infatti gli accertamenti nei confronti di altri 161 dipendenti non vaccinati, ai quali – non essendo dotati di Pec (posta elettronica certificata) – la richiesta di chiarimento è stata inviata tramite raccomandata. A breve il dipartimento prevenzione dovrebbe stilare la lista degli inadempienti.

Fatto sta che sono centinaia i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari che rischiano la sospensione nelle strutture dell’Asl Toscana centro. Che al momento ha avuto l’autorizzazione da parte della Regione per assumere solo 50 infermieri, per colmare i vuoti che si creeranno.

«Un numero che noi giudichiamo insufficiente – spiega Massimo Ciuti, segretario provinciale della Cgil-Sanità pubblica di Pistoia – Gli organici devono essere mantenuti se vogliamo mantenere aperti i servizi e tutelare i diritti dei lavoratori. Abbiamo chiesto all’Asl che renda palese tale fabbisogno e chieda l’autorizzazione ad altre assunzioni».

«A noi interessa – gli fa eco Roberto Rossi, della Cisl-Sanità pubblica pistoiese – che chi resta al lavoro sia tutelato dal punto di vista professionale e nella sua dignità, che l’erogazione dei servizi resti degna di tale nome, e che gli organici vengano garantiti. Dopo aver chiuso settanta posti letto per consentire al personale di fare le ferie arretrate, significherebbe chiudere anche i servizi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa