Sicurezza
In Toscana pronti 39 Comuni, riattivati i centri per migranti
La Regione si prepara per l'eventuale accoglienza dei profughi
FIRENZE. Crisi in Afghanistan dopo la presa del potere da parte dei talebani. Chissà se verranno aperti i corridoi umanitari per la popolazione che vuole scappare dai guerriglieri. Chissà se arriveranno in Italia e in Toscana profughi afghani in fuga dal neo emirato islamico. La situazione è confusa.
«Se arriveranno o meno ancora non si sa. Certo è che, qualora arrivassero, non vogliamo farci trovare impreparati all’accoglienza», dice il presidente della Regione Eugenio Giani mentre trascorre alcuni giorni di vacanza per tirare il fiato dopo campagna vaccinale anti-coronavirus ed emergenze umanitarie.
Dunque è ancora tutto vago per il momento. Non si sa se dall’Afghanistan verranno aperti i corridoi umanitari per l’Italia e, nello specifico, per la Toscana. Ma se la nostra regione venisse coinvolta nell’accoglienza, c’è la volontà di non lasciare nulla al caso.
Come? Con l’attivazione della rete Sai (ex rete Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) in trentanove Comuni toscani, come ha fatto sapere alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese il presidente della sezione toscana dell’associazione nazionale dei Comuni italiani nonché delegato per le immigrazioni dell’associazione nazionale dei Comuni Matteo Biffoni.
Intanto per lunedì prossimo il presidente Giani ha convocato una riunione di coordinamento di Regione, Prefettura di Firenze, Associazione nazionale dei Comuni italiani, Unione delle Province italiane e Protezione civile per fare il punto della situazione, alla luce anche degli ultimi sviluppi della situazione in Afghanistan.
«Nei giorni scorsi ho ricevuto molte telefonate di disponibilità all’accoglienza da vari primi cittadini. Due su tutti: il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini e il sindaco di Prato Matteo Biffoni. Con la riunione di lunedì ho ritenuto opportuno manifestare la disponibilità della nostra Regione a dare una mano ai Comuni nel caso ce ne fosse bisogno», sottolinea il presidente Giani.
Anche il sindaco di Firenze Dario Nardella si è messo a disposizione dichiarando il capoluogo di regione città aperta all’accoglienza.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo. La prossima settimana convocherà i capigruppo di maggioranza e opposizione. Per fare che cosa? Dice Mazzeo: «Il Consiglio regionale ha nella sua disponibilità un fondo per affrontare le crisi sociali e ambientali. Chiederò ai capigruppo la possibilità di utilizzare quel fondo per l’accoglienza dei profughi nei nostri Comuni. Per fare un esempio, potremmo utilizzare questi soldi per organizzare corsi di italiano agli afghani».
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