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La Toscana brucia nove volte al giorno e c’è sempre la mano dell’uomo

Luca Signorini
La Toscana brucia nove volte al giorno e c’è sempre la mano dell’uomo

In due settimane in fiamme 123 ettari di bosco e coltivazioni. Il capo della Protezione civile: se non piove continueranno 

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La Toscana brucia sotto il torrido sole di agosto. In queste prime due settimane, 62 incendi boschivi hanno distrutto 61 ettari di superficie. Che salgono a 123 compresi i 69 roghi di vegetazione (arbusti, cespugli, coltivazioni). In media, le fiamme sono divampate quasi nove volte al giorno. Va peggio di luglio: in tutto il mese, 210 incendi (sette al giorno), tra i quali 91 boschivi. Anche martedì 17 ne sono esplosi quattro di grandi dimensioni: a Vicarello, a Campagnatico, a Gallicano, nella Mediavalle del Serchio, e a Castelfiorentino, nell’Empolese. Tutti da tre, quattro ettari. È insomma un tragico bollettino.

«Un bel disastro – afferma Bernando Mazzanti, responsabile della Protezione civile regionale – e le previsioni meteo da qui a dieci giorni non fanno pensare a dei miglioramenti. Ormai è un mese e mezzo che non piove in maniera perlomeno discreta». A Vicopisano (località Lucchetta, con origine sul Monte Capitano), tra il tardo pomeriggio del 14 e il 15 agosto, l’incendio più esteso: 25-30 ettari di bosco mangiati dalla potenza delle fiamme. Ordini di evacuazione hanno interessato i residenti delle frazioni di Capitano, Palazzetto, Novaia e La Lastra. «Per fortuna il vento non è stato così sostenuto, altrimenti la devastazione sul Monte Pisano sarebbe stata sicuramente peggiore», evidenzia Mazzanti. A ruota, nel giorno di Ferragosto, il rogo a Valdicastello, nel comune di Pietrasanta. Una decina di persone evacuate dalle loro abitazioni, otto ettari boschivi andati in fumo. L’elenco è lungo. E in tutti i casi, dietro le fiamme, sembra esserci la mano dell’uomo. Sottolinea il capo della Protezione civile toscana: «In prima battuta sembrano essere tutte cause antropiche. Non abbiamo evidenze di inneschi, ma vediamo come procedono le indagini dei carabinieri forestali. Quindi, prevale l’origine colposa».

Il 14 agosto il fuoco ha bruciato otto ettari di bosco sulle colline dell’Aretino, nel territorio di Cortona. Altri incendi di cospicue dimensioni si sono verificati il 4 agosto a Scansano (Grosseto), con un fronte di cinque ettari, e il 10 agosto a Santa Fiora, sul Monte Amiata, sempre nel grossetano, per un’estensione di sei ettari. «Piccoli incendi ci sono ogni giorno – aggiunge Mazzanti – oggi (martedì 17, ndr), per esempio, siamo attivi su quattro fronti, in quattro luoghi diversi della Toscana». I roghi superano i confini. A Monterappoli, nel comune di Empoli, un ettaro di bosco bruciato il 3 agosto. È il primo episodio di un certo rilievo del mese. Poi due ettari il 12 agosto a Bagno a Ripoli (Firenze).

Il grossetano è il più colpito. Fiamme a Seggiano (il 5 agosto, tre ettari), a Orbetello (10 agosto, due ettari) e a Castell’Azzara (12 agosto, 1 ettaro) e martedì 17 a Campagnatico. Dalle aree interne al mare. Il fuoco, quando parte e trova propagazione, ha pochi argini. Se non il lavoro messo in campo dal personale dell’Antincendio boschivo, i Vigili del Fuoco che per primi sono sul posto a difesa di abitazioni e strutture, e le squadre dei volontari. «Se i 123 ettari complessivi percorsi dal fuoco ad agosto sembrano un numero abbastanza contenuto rispetto a quello che succede in altre regioni, lo si deve alla tempestività dell’intervento», dice Mazzanti. Sono operativi 400 operai forestali, 4.200 volontari e 600 mezzi tra fuoristrada e autobotti. L’organizzazione conta poi su dieci elicotteri regionali che sganciano acqua dal cielo.

L’allerta resta massima, agosto non è finito e le alte temperature sopra i 30 gradi non danno tregua. E dunque non migliora la quotidiana mappa del rischio, il bollettino elaborato da Aib e dal Consorzio Lamma. La nostra regione – martedì 17 – era tutta colorata di rosso, con un livello di rischio molto alto.

Significa che «le condizioni meteo-climatiche e l’umidità del combustibile vegetale sono tali da generare un incendio con intensità del fuoco molto elevata e propagazione estremamente veloce». Fanno eccezione la provincia di Massa-Carrara e la parte settentrionale della provincia di Firenze (comunque in arancione, rischio alto), dove è piovuto più di recente. Nei giorni a venire la scala cromatica è destinata a rimanere la stessa. Si spera nei temporali. E nella condotta dell’uomo, che sia meno imprudente.

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di Redazione web