Attenzione
Per una legge sull'obbligo del vaccino
Alla luce delle ultime decisioni del governo, che evidenziano il palese fallimento della campagna vaccinale e personalmente il pressappochismo a volte a tratti diabolico della nostra classe dirigente, vorrei invitarvi a riflettere sul testo dell’articolo 32 della nostra Costituzione, analizzato anche giorni or sono, su questa testata, dal professor Emanuele Rossi della Scuola Sant’Anna di Pisa.
Si evidenzia come la Costituzione italiana stessa preveda l’obbligo vaccinale laddove però sia stata promulgata un’idonea legge a riguardo.
Tale deve essere mossa dal cosi detto stato di necessità, ovvero una situazione pericolosa per la salute collettiva che motivi la stessa.
Mi domando: non siamo in pandemia?
Non ci sono evidenti situazioni di pericolo tali da muovere la costituzione di una legge?
O forse è più semplice, ma direi più diabolico invitare la popolazione a vaccinarsi imponendo tale coercizione con il cosiddetto Green pass che non ti obbliga direttamente, ma lo fa togliendoti la libertà di salire su un mezzo di trasporto, piuttosto che andare a un teatro o a un ristorante, o addirittura a lavorare? Dove sta l’aspetto diabolico della cosa? Che per ottenere il lasciapassare esistono tre metodi due dei quali non sono il vaccino.
Da questo scaturisce un pressapochismo evidenziato dalla mancata assunzione di responsabilità dell’attuale classe politica nel promulgare una legge idonea che sancisca l’obbligatorietà dell’assunzione del farmaco. Nessun medico o politico si è esposto in tal senso nel pollaio televisivo della prima serata, o più opportunamente nelle dovute sedi, ma si è solo alzato la voce, con la volontà di creare indebolimento e contrapposizione, etichettando come irresponsabili persone che pur essendo nella legalità rifiutavano di mettersi in fila.
Chi è allora il primo irresponsabile?
Volevo chiudere questa mia piccola riflessione invitandovi a ricordare che la storia ci insegna che laddove non c’è unione e fratellanza, ma dove impera paura e divisone è più facile imporre l’egemonia: vedi apartheid in Sudafrica, terminata negli anni 90, dove esistevano aree dedicate alle differenti razze.
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